Sequestri alla Nestlè di carne di cavallo Balduzzi: no allarme

ROMA Carne di cavallo dopata nella catena alimentare italiana? Il rischio esiste ed è concreto, secondo Legambiente. Il ministro della Salute, Renato Balduzzi, assicura che i cittadini non corrono pericoli e che controlli a tappeto sono stati attivati. Nel frattempo i carabinieri del Nas, in via cautelativa, hanno sequestrato 26 tonnellate di carne bovina macinata cotta e surgelata in due stabilimenti della Nestlè. Il colosso svizzero è finito da alcuni giorni nell'ultimo scandalo alimentare della carne di cavallo infilata di nascosto nel ripieno di tortellini e ravioli Buitoni (già sequestrati dai mercati di Italia e Francia). Gli uomini del Nucleo antisofisticazione di Torino ieri si sono presentati alla Safim di None (Torino) dove hanno fermato la consegna e l'utilizzo di 19 tonnellate di carne. Altre 7 tonnellate sono state sequestrate nello stabilimento di Moretta (Cuneo). Da entrambe le partite di carne sono stati presi dei campioni che ora l'Izc piemontese dovrà analizzare alla ricerca di dna di cavallo e di eventuali tracce di farmaci, steroidi e altre sostanze dopanti. «Non ci sono pericoli per la salute dei cittadini e tutti i controlli sono stati attivati» ha detto Balduzzi insistendo sul fatto che «le carni e gli allevamenti sono monitorati tutti i giorni dai tecnici del ministero, delle Regioni, delle singole Asl e dei Nas». In ogni caso, il ministro sta per firmare un'ordinanza per l'istituzione della nuova anagrafe sanitaria degli equidi, che prevede la notifica di tutti gli esami sanitari effettuati sui cavalli. Così da tutelare la tracciabilità degli animali e la salute pubblica. Il caso della carne di cavallo mescolata ad una serie di prodotti freschi e surgelati che vede coinvolta mezza Europa e giganti dell'industria alimentare (come Findus e Nestlè), ora aggiunge alla lista di Paesi anche la Bulgaria, non proprio appassionata di carne equina. Le autorità bulgare infatti, hanno confermato proprio ieri la scoperta di carne di cavallo non dichiarata in confezioni di lasagne alla bolognese, ritirate sabato scorso dalla vendita in una grande catena di distribuzione. I test effettuati a Sofia dall'Agenzia governativa per la sicurezza alimentare, hanno accertato la presenza di carne equina rispettivamente all'80 e al 50 per cento delle due partite di prodotto. Secondo Antonio Pergolizzi dell'osservatorio Ambiente e legalità di Legambiente, il fenomeno della «macellazione clandestina di cavalli da corsa, nella maggioranza dei casi dopati, è concreto anche nelle nostre regioni, soprattutto al Sud. Come è concreto il rischio che tali carni, potenzialmente pericolose per la salute umana, siano già finite nei piatti degli ignari consumatori». (a.d'a.) ©RIPRODUZIONE RISERVATA