Gli studenti: la protesta non si ferma

ROMA Il giorno dopo gli scontri che hanno segnato il giorno dello sciopero europeo contro la crisi, le contestazioni non sono archiviate. «Presto scenderemo di nuovo in piazza – annunciano gli studenti dell'università La Sapienza di Roma – ieri la polizia su ordine dei poteri forti ha tentato di spaventarci con i calci in faccia e rompendoci i denti, ma noi non ci faremo intimidire». La tensione resta alta. Mentre gli esperti dell'antiterrorismo avvertono che, in un clima di forte tensione sociale e con la politica senza risposte, non c'è più alcun leader carismatico in grado di «tenere» la piazza, il ministro dell'Interno Annamaria Cancellieri ribadisce la solidarietà ai dodici agenti feriti: «La situazione non era facile, tutta Italia ieri bolliva» sottolinea, e a chi segnala le foto che mostrano manifestanti inermi colpiti con i manganelli, replica: «Io porterei anche le foto del poliziotto a cui hanno spaccato il casco in testa». «Bisogna evitare infiltrazioni in manifestazioni pacifiche di soggetti violenti» ammonisce il presidente Giorgio Napolitano. Nel governo a chiedere un'apertura al dialogo davanti al «segnale di disagio» sono il ministro dell'Istruzione Francesco Profumo e il sottosegretario Marco Rossi Doria: «Una parte importante ha manifestato con grande civiltà, è giusto ascoltare il dissenso», dice Profumo, mentre la Sir, l'agenzia della Conferenza episcopale, avverte: «Non si possono chiudere gli occhi davanti al disagio dei giovani». I ragazzi, dal canto loro, continuano a denunciare violenze da parte delle forze dell'ordine, con la «caccia all'uomo» dei manifestanti feriti negli ospedali. «Abbiamo visto immagini che destano preoccupazione» osserva Amnesty International. A Napoli è il leader del Pd Pier Luigi Bersani a fare le spese della rabbia dei ragazzi: all'inizio del suo intervento scoppiano tafferugli dentro il teatro Augusteo tra una cinquantina di studenti no global che chiedono la liberazione dei manifestanti arrestati mercoledì ed esponenti del partito. Nel pomeriggio il pm di Roma Luca Tescaroli chiede al gip la convalida degli arresti e la concessione dei domiciliari per gli otto ragazzi fermati a Roma (due i veneti). Intanto gli universitari romani organizzano due presidi davanti alle carceri di Regina Coeli e Rebibbia, srotolando i loro striscioni: «Non potete fermare il vento, liberi tutti». Convalidati a Brescia gli arresti dei tre attivisti fermati. (m.r.t.) ©RIPRODUZIONE RISERVATA