«La Sampolese deve segnare di più»

SAN POLO La Sampolese, vincendo contro la Castellana, è rimasta nella scia di Libertaspes e Casalese. Uno dei protagonisti della fresca vittoria in terra piacentina è stato Nicola Picchi: l'ex granata, con l'arrivo di Oppido, è stato schierato da Piscina in posizione più avanzata, una soluzione che dovrebbe essere riproposta anche nelle prossime gare. «Mi piace giocare più avanti _ confessa Picchi _ e sono contento che il mister abbia deciso di avanzarmi, spero di aiutare la squadra a entrare nelle prime tre-quattro della classifica a fine campionato. Non avevo problemi a giocare terzino, ma credo di poter essere più utile come esterno d'attacco». La gara con la Castellana alla vigilia vi preoccupava? «Era una partita da prendere con le molle. La Castellana veniva da sette risultati utili di fila, noi abbiamo offerto un'ottima prestazione. Anche perché la prima gara dopo la lunga sosta invernale è sempre un punto interrogativo, è difficile fare previsioni sia sulle tue condizioni di forma che su quelle degli avversari». Che partita è stata? «Diciamo che se avessimo vinto tre a zero non ci sarebbe stato nulla da dire». Troppi gol sbagliati? «In effetti sì ed ho la mia parte di responsabilità: ne ho sbagliato io stesso uno clamoroso, dopo aver dribblato il portiere piacentino ho calciato fuori». Manca un po' di cattiveria là davanti? «Abbiamo fatto 20 gol in diciotto partite, troppo pochi: se vogliamo arrivare davanti, e la società in questo senso non si è nascosta, dobbiamo migliorare prima di tutto da questo punto di vista». Le concorrenti per la promozione? «La Libertaspes su tutte, come organico non si discute: gente come Franzese e Pellacini c'entra ben poco con questa categoria. La Casalese mi è sembrata quadrata e sempre sul pezzo, speriamo che abbia un piccolo cedimento nel girone di ritorno». Discorso chiuso per le altre, dunque? «Aspetterei a dire che la Meletolese sia fuori dai giochi, con due-tre vittorie di fila rientrerebbe prepotentemente in corsa». Ha iniziato la carriera con la maglia della Reggiana, poi ha giocato in C2 col Boca San Lazzaro e in serie D col Mezzolara. Punta a ritornare a quei livelli? «Assolutamente, questo sembra un anno di transizione, però ci sono i presupposti per tornare in Eccellenza proprio con la Sampolese». Quali sono le differenze maggiori fra la serie D e la Promozione? «Nel ritmo e nella velocità di gioco. Ho giocato e visto diverse categorie, secondo me il salto più grosso è quello fra Eccellenza e Promozione, mentre le squadre più forti di Eccellenza possono giocarsela anche in serie D». Fabio Varini