Ancelotti spinge la Reggiana in serie B

REGGIO. «Pronto? Sono Carlo Ancelotti, mi ricordo di quel gol che ho segnato nello spareggio con la Triestina». Una piacevole e gradita telefonata da parte dell'allenatore del Milan che abbiamo ieri chiamato in causa per un gol simile a quello realizzato domenica da Mirco Stefani. «Seguo sempre la Reggiana, anche perché non potrei diversamente dato che William Vecchi è sempre ben informato. Vedo che è l'anno giusto per andare in serie B». Carletto non cambierà mai, le sue radici sono e rimarranno sempre reggiane. «A sun ed Rezol (sono di Reggiolo ndr)».
Carlo Ancelotti torna a ritroso con la memoria, ai primi anni della sua carriera. «Mi ricordo che da una carambola tra l'arbitro D'Elia e Agretti la palla schizzò verso un mio compagno (Scarpa ndr) che mi offri un delizioso passaggio che trasformai nel gol che suggellò la promozione in serie B». Sono passati esattamente trent'anni ma Carletto quella partita la ricorda bene. «Speriamo sia di buon auspicio per la Reggiana. Mi è stato detto che il calendario è favorevole al Ravenna ma i granata ce la possono fare, anche perché avere un punto in più, a tre giornate dalla fine, conta molto». Di questa volata finale l'allenatore reggiolese ne ha parlato poco tempo fa con Franco Lerda. «E' venuto a trovarmi a Milanello - prosegue Ancelotti - per seguire gli allenamenti e mi ha spiegato la sua situazione. Quando gli ho detto che faccio il tifo per la Reggiana si è un po' risentito ma poi ha capito. Lerda ha tessuto le lodi ad Alessandro Pane e a come i granata si sono imposti a Busto Arsizio. La Pro Patria sta facendo un autentico miracolo perché vive tra mille problematiche, come ben conoscete».
Carlo Ancelotti come Alessandro Pane è un assertore del «calcio di possesso» anche se capisce che nel finale di stagione il risultato prevale su tutto. «La palla inizia a scottare - rimarca - i punti sono pesantissimi e dunque è difficile trovare la forza per giocare a calcio anche se la Reggiana non ha mai smarrito la sua identità perché Pane ha saputo inculcarla nel gruppo attraverso il lavoro».
Carlo Ancelotti doveva compiere un blitz a Reggio e non avrebbe perso l'occasione anche per salutare Alessandro Pane e qualche amico reggiano ma questa è la settimana della Champions ed è spettatore interessato. «Qualche volta mi capita di vedere la Reggiana su Sky - ammette - devo dire che ho sempre visto una squadra organizzata e ben messa in campo. Come si usa dire: si vede la mano dell'allenatore».
Ancelotti non se la sente di fare delle promesse, di assicurare la sua presenza se la Reggiana andrà ai play off o meglio ancora se ci sarà la festa promozione ma «di sicuro la seguirò a distanza e farò il tifo perché Reggio approdi in serie B. Lo merita la città e anche la società che, mi dicono, sia composta da persone serie».