Da Assisi una telefonata alla Gazzetta poco prima che scattassero le manette

«Noi con le messe nere non c'entriamo proprio nulla. Siamo cristiani, ci occupiamo di operazioni di solidarietà in Brasile».
Cosi ha dichiarato giovedi alla «Gazzetta di Reggio» Tiziana Vigani, architetto e responsabile del Centro Regina della Pace di Assisi, la comunità al centro dell'inchiesta condotta dalla procura della Repubblica di Perugia.
Poco ore dopo questa telefonata, la professionista è stata colpita da ordine di custodia cautelare, emesso dalla magistratura perugina.
Tiziana Vigani è indagata, assieme agli altri componenti della comunità, per i reati di associazione a delinquere finalizzata alla detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti.
Nel mirino degli inquirenti c'è l'Ayahuasca, una pozione ottenuta dalla cottura di due piante che si coltivano nella foresta amazzonica.
«Da un anno e mezzo - ha dichiarato ancora l'architetto alla Gazzetta - aspettiamo che il ministero ci dica se questa sostanza in Italia è legale oppure no. Se ci dirà di no, ovviamente ci adegueremo: all'estero questo problema non esiste, la sostanza è perfettamente legale».
In Brasile, ad esempio, non è fuori legge il consumo di «ayahuasca», il tè pseudoallucinogeno legato alle cerimonie del movimento religioso «Santo Daime».
E anche una Corte di Appello di Parigi ha indicato, un mese mezzo fa, come lecito il suo uso. Nel novembre scorso il governo brasiliano ha ottenuto dall'Onu un rapporto preliminare in cui si esprime parere favorevole all'uso del tè di ayahuasca in cerimonie religiose.
Nella stessa data il Consiglio nazionale brasiliano antidroga ha stabilito un periodo di sei mesi in cui specialisti locali studino l'uso rituale della bevanda, facciano un censimento delle organizzazioni legate al Santo Daime, e propongano norme per un controllo di questo tè.
La polemica sull'opportunità o meno di considerare droga la dimetiltriptamina (Dmt) contenuta nell'ayahuasca, interessa vari Paesi fra cui gli stessi Stati Uniti, dove a fronte della condanna da parte del presidente Bush esiste una recente sentenza della Corte Suprema favorevole all'uso rituale dell'ayahuasca nel nuovo Messico.