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Alberto SettiLa magistratura bolognese ha inviato alla Giunta parlamentare per le autorizzazioni a procedere la richiesta di poter utilizzare i tabulati e i filmati sequestrati durante l'inchiesta Aemilia, e necessari per poter incriminare l'ex senatore Carlo Amedeo Giovanardi. Indagato, si ricorderà, per il reato di minacce a corpo politico dello Stato e di interferenze nella gestione delle white list, con l'aggravante mafiosa.L'accusa sarebbe che c'era consapevolezza che le imprese di cui erano titolari i Bianchini, per cui si stava prodigando, fossero in realtà infiltrate dalla 'ndrangheta che ha operato a San Felice e nella Bassa, specie attraverso Michele Bolognino, collaboratore occulto dei Bianchini nell'assunzione del "calabresi" (incluso il nipote del boss Nicolino Grande Aracri...) e nella gestione di alcuni dei cantieri della ricostruzione. Non solo a Finale, dove è stato arrestato si ricorderà il capo Lavori pubblici del Comune, ma anche a Mirandola, per esempio. L'inchiesta, è noto, è quella sui "Traditori di Stato", perché con Giovanardi si è scoperto che erano in molti a collaborare, a vario titolo, per superare le barriere poste dal Girer, l'organismo istituito in occasione del terremoto , all'ingresso nella ricostruzione post sisma di imprese a rischio mafia.La posizione di Giovanardi era stata sospesa, quando la Corte Costituzionale ha deciso che va chiesta l'autorizzazione parlamentare a procedere non solo per i contenuti (cioè le conversazioni) di intercettazioni telefoniche, ma anche per i tabulati (cioè i semplici numeri di telefono chiamati) e per i video registrati anche da altri coimputati. In questo caso i video delle conversazioni della famiglia Bianchini con Giovanardi, video registrati da Alessandro Bianchini e scoperti in un pc aziendale durante le perquisizioni eseguite all'esplosione dell'inchiesta Aemilia. Per mesi la richiesta non è pervenuta al Senato, ma dopo le polemiche e le interrogazioni delle scorse settimane (da parte delle deputate 5 Stelle Stefania Ascari e Maria Edera Spadoni), l'iter si è sbloccato. E così il 1 agosto gli atti sono stati recapitati a Roma: è stato nominato un relatore e la Giunta ha tempo fino al 14 ottobre per dare o meno l'ok, di fatto, al processo a Giovanardi. Data importante, perché il 26 ottobre si terrà la seconda udienza preliminare per i Traditori di Stato, e non è escluso che la posizione di Giovanardi venga per economia giuridica riunita alle altre. Ovvero a quelle della famiglia Bianchini (Augusto, la moglie Bruna e il figlio Alessandro), del viceprefetto Mario Ventura, di altri due funzionari (Daniele Lambertucci e Giuseppe Marco De Stavola, in servizio all'agenzia delle dogane), di Giancarla Moscattini, avvocato di Formigine, e dei 4 pseudo agenti segreti di una agenzia di affari (Ilaria Colzi, Alessandro Tufo, Giuliano Michelucci, Giulio Musto) che millantando di tutto erano riusciti ad accreditarsi in prefettura a Modena.Al processo, istruito dai pm della Dda Beatrice Ronchi e Marco Mescolini, si sono costituite la Regione, l'associazione Libera (con il vicepresidente nazionale, l'avvocato modenese Enza Rando), la Camera del Lavoro di Modena, la Cgil-Fillea di Modena, la Cgil Bologna. Non lo Stato, con una decisione che è stata attribuita ad organi tecnici interni alla Presidenza del Consiglio, e su cui pende la stessa interrogazione parlamentare. Giovanardi, si ricorderà, si è sempre difeso dicendo di non essere stato a conoscenza dei ruoli della 'ndrangheta nelle aziende dei Bianchini, e di avere sempre agito con atti ispettivi regolari e parlamentari. Le intercettazioni e le testimonianze raccolte hanno spinto la Dda a una valutazione diversa. --