«Pressioni a Roma? Balle, a Finale la mafia non c'entra»

FINALEL'inchiesta dei carabinieri sui favori illeciti alle associazioni ha svelato a margine un discusso giro di telefonate e di interessamenti presso il Governo Renzi, per evitare che il Comune di Finale venisse sciolto per mafia. Dopo le parole del senatore del Pd Stefano Vaccari - l'inchiesta lo svela tra i più attivi presso il Governo - il quale ha precisato di avere solo fato il suo dovere, interviene anche il diretto interessato, l'ex sindaco Fernando Ferioli. Poche ma ferme dichiarazioni.«Lo Stato si è pronunciato, Finale Emilia non è stata infiltrata dalla mafia e non andava sciolta. Tutto il mio lavoro e la premura da Sindaco della mia città in quel periodo, era far capire la cosa più banale ed ovvia, non si scioglie un Comune per mafia senza la mafia. Tutte le altre azioni e dichiarazioni sono pura propaganda e mistificazione, chi mette lo Stato contro lo Stato solo per propri fini personali e partitici dovrebbe rendere conto delle proprie azioni».Insomma, la giunta comunale di allora con la mafia non c'entrava proprio nulla. A spostare il mirino su Vaccari e sul Pd, più che su Ferioli, è ancora l'altro onorevole finalese, il 5 stelle, Vittorio Ferraresi. «Il senatore Vaccari sembra aver giocato un ruolo importante sul mancato scioglimento, attivandosi anche personalmente con il Governo. A prescindere da come finirà questa storia che, riguardando la mia terra mi ferisce particolarmente, credo sia emblematico il modus operandi del Pd, un partito che utilizza le istituzioni pubbliche come cosa propria e che pur di fare i propri interessi è disposto a non guardare in faccia a niente e a nessuno. Né ai propri concittadini, né alla legge», accusa.