Aemilia: l'altro pentito tira in ballo la Sergio

Tornano sulla graticola - al maxi processo Aemilia - il sindaco di Reggio Luca Vecchi e la moglie Maria Sergio, dirigente dell'Urbanistica in Comune a Modena. Stavolta a parlarne è il pentito Salvatore Muto, che sta deponendo. Rispondendo alle domande del pm Beatrice Ronchi, escono racconti sulla coppia solo in parte di prima mano, ma che toccano temi delicati: l'inizio di un ricatto, voti da rastrellare a Reggio Emilia. Parole che generano reazioni nei detenuti, dalle gabbie rumoreggiano. «LO METTO NEI CASINI». Il primo affondo del collaboratore di giustizia è su come si arrivò alla nota lettera di Pasquale Brescia. « Con la lettera Brescia voleva portare il sindaco Vecchi dalla nostra parte, facendogli capire che lui non è trasparente, su di lui è a conoscenza di tante cose che l'avrebbero messo nei casini. Una lettera ricattatoria, perché Brescia diceva di poter svelare cose della famiglia della moglie del sindaco, sapeva qualcosa di un terreno. Quella lettera (consegnata ad un quotidiano) non andò a buon fine, si era rivoltata contro di noi, il sindaco fece una lettera in cui rincarò la dose su Brescia».ELEZIONI 2014. Il pentito parla di voti da raccogliere: prima a Cutro nel '94 per Forza Italia, poi a Reggio Emilia nel 2014, proprio per il sindaco Pd Vecchi. «Seppi da Francesco Lamanna che durante un incontro Eugenio Sergio (imputato di Aemilia, ndr), parente della moglie del sindaco (è secondo cugino), gli chiese una mano per raccogliere voti a Reggio per Vecchi dicendogli: "Se riusciremo a far vincere il marito di mia cugina Maria, riusciremo ad avere dei benefici". E Lamanna lo fece, attivando i numerosi familiari che ha a Reggio Emilia». «Ma chi chiese ad Eugenio Sergio di raccogliere voti? La cugina? E lo sa o lo pensa?», chiede il presidente Caruso. «Penso che ad Eugenio Sergio gliel'abbia chiesto la cugina - replica deciso il pentito - comunque se non con un contatto diretto, perlomeno attraverso i parenti. Da noi in Calabria usa così, quando si candida un parente. Il favore di raccogliere i voti è automatico». VECCHI RIBATTE. Il sindaco ieri ha replicato: «Come è evidente è in atto una campagna di illazioni tendenti a gettare fango non solo su un sindaco ma su un'intera città, condotta da soggetti mai conosciuti e con i quali non sono mai intercorsi rapporti di alcun tipo. Nel caso di specie non si ha neppure contezza di chi sia tale Eugenio Sergio, né lo si è mai frequentato o anche solo incontrato. Da tempo abbiamo scelto di non replicare a simili illazioni e calunnie, riservandoci ogni azione di tutela nelle sedi opportune».