Sarcone: «Non c'entro nulla» E un sindaco dà l'esempio

REGGIO EMILIAPer gli inquirenti di Aemilia il 46enne Gianluigi Sarcone (nella foto) ha un ruolo non indifferente nella cosca, una "mente economica" legata al fratello maggiore Nicolino (condannato in primo grado a Bologna a 15 anni di reclusione) che per la Dda è uomo di potere all'interno del clan emiliano con epicentro a Reggio. Ma come ha fatto fin dal primo giorno dell'arresto Gianluigi ha ieri preso le distanze dal 52enne Nicolino, arrivando più volte ad una commozione che sfiora il pianto rabbioso mentre elenca le manchevolezze del fratello: lavoratore non impeccabile, con amicizie che non gli sono mai piaciute, insomma un familiare causa di tutti i suoi guai giudiziari. Una testimonianza puntigliosa e determinata, che il 46enne affronta sia con due borsoni pieni di documenti, sia con l'aiuto del computer portatile. E davanti alla Corte l'inizio di Gianluigi è di quelli fulminanti: «Non conosco le famiglie Arena, Dragone e Grande Aracri. Non ho fatto parte dei gruppi ndranghetisti Dragone e poi Grande Aracri». Quest'ultima sottolineatura intende smentire quanto sostiene, invece, il pentito Angelo Salvatore Cortese. Poi racconta del suo arrivo in Emilia da Cutro nel 1988, sui problemi con la giustizia (spaccio e un tentato omicidio) che ebbe in quegli anni. Gianluigi spiega, con dovizia di particolari, come una volta uscito di cella dia anima e corpo per affermarsi a Reggio come imprenditore È la narrazione di un'ascesa (le società diventeranno tre nel 2005) ma anche di guai legati all'inchiesta Edilpiovra: «Quell'indagine non mi ha nemmeno sfiorato - rimarca con orgoglio - mentre Nicolino è finito dentro per Edilpiovra (è stato condannato in via definitiva a 10 anni di reclusione, ndr) e mi sono arrabbiato con lui perché quel suo coinvolgimento mi causò problemi con le banche. Non l'andai mai a trovare in cella».Da segnalare che ieri in aula c'era un sindaco: Michele Giovannini di Castello d'Argile. Una fascia tricolore rappresentativa di un territorio estraneo al processo, ma desideroso di dare una testimonianza. Un esempio per quanti invece, pur interessati, non si sono mai fatti vedere.