Le scuole di Modena al processo

REGGIO EMILIA«È bello che un processo così importante sia aperto e consenta alle persone comuni di potervi partecipare. Anzi, è giusto. Perché ti permette di capire quanta ricchezza collettiva è stata tolta a noi a favore invece del malaffare». È giovane Andrea Simonte ma con le idee ben chiare in testa. Ieri ha partecipato insieme ai compagni di classe di 4 D e a quelli di 5 D dell'istituto Corni di Modena al processo Aemilia. I ragazzi, accompagnati da due docenti, Cristina Tazzioli e Pietro Medici, hanno assistito all'udienza che si è tenuta all'interno dell'aula bunker del palazzo di giustizia di Reggio. Una visita a completamento di incontri che gli studenti hanno tenuto in classe sul tema delle infiltrazioni di stampo mafioso in Emilia. Uno degli incontri ha visto l'apprezzata presenza del colonnello Cristaldi del nucleo operativo dei carabinieri di Modena. «Fondamentale che gli studenti capiscano quanto purtroppo la nostra terra non sia più inviolata ed incolume a certi fenomeni come la mafia», ha puntualizzato la professoressa Tazzioli.L'udienza di ieri, nonostante sia stata poco "mediatica", ha suscito nei ragazzi curiosità ed interesse. «È importante per noi poter assistere, da civili, ad un processo simile», spiega Alessia Ricchi di 4 D, riprendendo il pensiero del compagno di classe Andrea Simonte. «È stato più che interessante vedere dal vivo come funziona un tribunale» è l'opinione di Alessia Morselli, anche lei di 4 D.«Complicato capire un processo del genere perché ci sono molte persone coinvolte - afferma una compagna di classe di Alessia, Clio Fontana - ci si sente un po' spaesati se non si è padroni della materia. Oggi in modo particolare perché è stata un'udienza molto tecnica. Ma è importante vedere come funziona, anche studiare i comportamenti degli imputati nelle gabbie».Valentina Corsini