Istat: in Italia 10 milioni di poveri

finmeccanica Moretti: posso riuscire a rivitalizzare l'azienda «Renzi mi ha detto che c'è la più grande industria del Paese che ha bisogno di essere riposizionata e rivitalizzata». Lo ha detto l'ad e dg di Finmeccanica Mauro Moretti, precisando: «Io anche per questo ho accettato di buon grado. Se ho accettato penso di farcela. Le cose che penso di non riuscire a fare non le accetto». generali Venduta Bsi per 1,2 mld risolto il nodo capitale Generali completa la vendita di Bsi a Banco Btg Pactual per 1,23 miliardi di euro. Il group Ceo Mario Greco sottolinea che «con questa operazione superiamo il target di Solvency 1 ripristinando la solidità del capitale di Generali con oltre un anno di anticipo rispetto al nostro piano al 2015». L'operazione - spiega una nota - rappresenterà un fattore positivo per la valutazione delle agenzie di rating. sciopero ideal standard Rischio licenziamenti per 400 dipendenti Di fronte al futuro sempre più incerto dei 400 lavoratori della Ideal Standard di Orcenico (Pordenone), i sindacati annunciano per oggi due ore di sciopero in tutti gli stabilimenti del gruppo. La protesta segue la rottura delle trattative per il rilancio dell'azienda al ministero dello Sviluppo economico, quando la multinazionale della ceramica ha confermato la mobilità per i dipendenti dello stabilimento friuliano. la trattativa Alitalia, c'è l'accordo delle banche sul debito Accordo raggiunto tra le banche e Alitalia sul nodo del debito. «Tra le banche c'è accordo unanime, siamo a posto», dichiara l'ad di Unicredit, Federico Ghizzoni, lasciando il vertice tra la compagnia e gli istituti di credito a Milano. La soluzione su cui si stava stringendo per la rinegoziazione dei 565 milioni di debito era la cancellazione di un terzo dell'esposizione e la conversione in azioni dei restanti due terzi. ROMA Nel 2013 un italiano su tre risulta in condizioni di povertà. È quanto segnala l'Istat, che dipinge un quadro particolarmente drammatico nel mezzogiorno, dove, in regioni come Sicilia e Calabria, un terzo delle famiglie è in uno stato di povertà relativa. In particolare, il 12,6% delle famiglie italiane è in condizione di povertà relativa (per un totale di 3 milioni 230mila) e il 7,9% lo è in termini assoluti (2 milioni 28mila). Le persone in povertà relativa sono invece il 16,6% della popolazione (10 milioni 48 mila persone), laddove quelle in povertà assoluta sono il 9,9% (6 milioni 20mila). L'incidenza di povertà assoluta è aumentata dal 6,8% al 7,9%, coinvolgendo circa 303mila famiglie e 1 milione 206mila persone in più rispetto all'anno precedente. L'incidenza di povertà relativa tra le famiglie è invece stabile (dal 12,7 al 12,6%) in tutte le ripartizioni territoriali, con una soglia di povertà relativa, pari a 972,52 euro per una famiglia di due componenti, di circa 18 euro inferiore (-1,9%) al valore della soglia del 2012. E la crisi morde soprattutto nel Mezzogiorno, dove il numero delle persone in stato di povertà assoluta è salito di 725mila unità nel 2013, toccando quota 3 milioni e 72 mila, quasi la metà delle quali è costituita da minori. Nel Sud Italia l'incidenza della povertà assoluta è salita dal 9,8% al 12,6% (303mila le famiglie coinvolte), contribuendo in larga parte alla crescita del dato nazionale. Preoccupa anche il dato sulla povertà relativa, la cui incidenza nel Mezzogiorno si attesta al 26% (sia pure in lieve calo rispetto al 26,2% del 2012), a fronte del 6% del Nord e del 7,5% del Centro. È la Sicilia, con il 32,5% la regione italiana dove nel 2013 il tasso di incidenza di povertà relativa risulta più elevato, seguita dalla Calabria con il 32,4%. Percentuali poco confortanti anche in Sardegna (24,8%), Campania (23,1%) e Puglia (23,9%). Dall'altro lato della classifica, spicca il Trentino Alto Adige, la regione con il tasso di povertà relativa più basso: il 4,3% a fronte di una media nazionale del 12,6%. Completano il podio Emilia Romagna (4,5%) e Toscana (4,8%). Che la crisi colpisca soprattutto i più vulnerabili, come i minori, viene confermato anche da un'analisi di Coldiretti, secondo la quale sono 428.587 i bambini con meno di 5 anni di età che nel 2013 hanno avuto bisogno di aiuto per poter semplicemente bere il latte o mangiare, con un aumento record del 13 per cento rispetto all'anno precedente. «I dati appena resi noti dall'Istat che indicano in oltre 1.434.000 - pari al 13,8% - i minori in povertà assoluta, sono estremamente allarmanti. Ormai più di 1 bambino su 7 vive in povertà estrema» dice Raffaela Milano, di Save the Children Italia. «Dopo il record della disoccupazione abbiamo toccato anche quello della povertà» commenta Gianni Bottalico, presidente nazionale Acli. Mentre la Cisl parla di reddito sociale: i dati dell'Istat «somigliano molto ad un bollettino di guerra e richiedono più della riproposizione della social card. Il casellario assistenziale e l'anagrafe della povertà sono gli strumenti efficaci da adottare» dice Cisl Pietro Cerrito.