Stefani: «Voglio i sindacati nei Cda»

FIORANO. «I sindacati nei consigli di amministrazione delle aziende? Fosse per me è una cosa che si può fare già da domattina. Impariamo dalla Germania se davvero vogliamo migliorare il mondo del lavoro in questo Paese». Franco Stefani, 66enne imprenditore che guida con grande successo il Gruppo System di Fiorano, lancia le sue proposte e idee innovative senza mezzi termini e senza risparmiare critiche al mondo politico.
Una voce autorevole nel panorama del mondo produttivo modenese, e non solo, se si considera che System è azienda attiva in settori come la ceramica, la logistica, l'elettronica e il fotovoltaico con sei divisioni che operano in sinergia per sviluppare prodotti sempre più innovativi. Il gruppo dà lavoro a circa 1.300 dipendenti e nel 2009 il fatturato era attestato oltre i 260 milioni. Dieci gli stabilimenti nel polo fioranese e una presenza internazionale in 26 Paesi con 34 società controllate.
«Se l'Italia vuole realmente uscire dalla situazione difficile in cui si trova - afferma Stefani - deve guardare alla Germania come modello. Per questo dico: ben vengano i sindacati nei consigli di amministrazione aziendali, cosi si rendono conto effettivamente di cosa significhi guidare un'azienda, possono capire compiutamente tutti i problemi e fornire un contributo concreto per dare una svolta al nostro mondo del lavoro. Una partecipazione dei rappresentanti sindacali, anche con il loro eventuale ingresso nelle società, aumenterebbe il peso della responsabilità dei lavoratori e aprirebbe la strada a rapporti di collaborazione che potrebbero rivelarsi particolarmente proficui. Le relazioni sindacali ora sono troppo spesso caratterizzate da contrapposizioni dannose per tutti. In Italia siamo davvero messi male, non c'è più margine per crescere e bisogna muoversi in fretta».
Ma da più parti si dice che stiamo gradatamente riprendendoci dalla crisi.
«La crisi? Ci siamo dentro più che mai. Si continua a lavorare per arrivare al fallimento della nostra economia - è la replica - questa è la verità. Perché soltanto questo continua a fare il nostro mondo politico. Tutti continuano a riempirsi la bocca di parole come ricerca e innovazione ma io di innovativo non vedo assolutamente nulla».
E in System di innovazione ve ne intendete. Si può dire sia il segreto del vostro successo imprenditoriale.
«L'innovazione bisogna averla in testa - dice Stefani - È un problema culturale, è una forma mentale che porta a pensare effettivamente e a realizzare idee che cambiano la realtà e a lavorare per realizzare effettivamente cose innovative, nuovi prodotti, nuove soluzioni. Questa forma mentale nel nostro mondo politico non la vedo e per questo l'Italia sta andando cosi male. Si deve capire che il settore manifatturiero ormai è cambiato e un certo passato sicuramente non può più ritornare. A questo punto diventa necessario puntare sulla logistica e sulla ricerca. La manifattura per forza di cose deve portarsi in realtà dove esiste mercato, dove il sistema-Paese è differente e dove si trovano le condizioni per produzioni di quel tipo».
Pare di capire che lei sia un estimatore di Sergio Marchionne, l'ad della Fiat.
«La Fiat è l'esempio più significativo di come in Italia si sia lavorato per arrivare al fallimento di cui dicevo prima. Per cinquant'anni lo Stato ha mantenuto questa azienda secondo un modello industriale che non ha alcun motivo di esistere. Quanto meno Marchionne ha provato a dare una sterzata in altro senso perché non si poteva certamente continuare a quel modo».

Stefano Turcato