«Il regime del Rais ha le ore contate»

ROMA.«Il regime di Gheddafi ha le ore contate», secondo le informazioni raccolte da Franco Frattini tra gli stretti collaboratori del colonnello libico. Di certo però Gheddafi, il figlio Saif al-islam e il suo fido capo dei servizi segreti, Abdullah Senoussi, rischiano la galera e il processo per aver commesso crimini contro l'umanità. A chiedere il mandato di cattura mondiale nei loro confronti è stato ieri il procuratore della Corte penale internazionale Luis Moreno, in possesso di 'prove enormi" a loro carico. La richiesta del procuratore presto sarà vagliata dai giudici della Corte e a quel punto saranno le autorità libiche incaricate di arrestare Gheddafi e i suoi complici.
Luis Moreno sostiene che Gheddafi personalmente ha ordinato gli attacchi contro i civili disarmati nel suo paese e che le violenze sono state pianificate nel corso di appositi riunioni. A sentire il ministro degli Esteri italiano, Gheddafi sta cercando nel frattempo un esilio sicuro per lasciare la scena attraverso una 'via onorevole". Non è escluso che Gheddafi cerchi in Russia una via d'uscita dall'impasse in cui si trova: ieri infatti ha inviato a Mosca una sua delegazione per discutere del conflitto, contando sull'ostilità russa nei confronti della guerra Nato in Libia.
Frattini ha inoltre detto che la comunità internazionale insieme all'Onu stanno tentando una soluzione politica alla guerra, tale da permettere la costruzione di un regime democratico nel paese. Allora, ha affermato il capo della diplomazia italiana, ci sarà la garanzia dei leader dell'opposizione d'interrompere il flusso dei clandestini verso le coste italiane. Il segretario dell'Onu Ban Ki-moon ha telefonato ieri al premier libico Al Baghdadi Al Mahmudi per consultarsi con lui su un possibile cessate-il-fuoco.
A proposito delle recenti minacce del regime libico contro l'Italia e contro gli altri paesi coinvolti nella guerra, Frattini ha detto che si tratta di un «ultimo disperato tentativo di intimorire» gli avversari da parte di Gheddafi. Intanto anche ieri ci sono stati raid della Nato a 35 chilometri da Tripoli, contro Tajura, la cittadine dove si trovano le installazioni militari e un centro radar, distrutti dalle bombe. La Nato ha anche bloccato degli attacchi dinamitardi contro Misurata, mentre trasmette messaggi radio alle forze lealiste di arrendersi. (b.z.)

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