Donna si inventa violenza per coprire scappatella

CONCORDIA.Aveva creato un castello di bugie per coprire una scappatella - almeno cosi pare - con l'uomo del quale si era invaghita: un cittadino di origine russa. Che ha poi accusato di violenza sessuale, forse per apparire vittima agli occhi dell'uomo col quale convive dopo un matrimonio sfociato nel divorzio. Un intreccio che ha finito per mettere nei guai il giovane russo, denunciato per violenza sessuale dalla Procura di Mantova.
Il pubblico ministero Giulio Tamburini ha poi trasmesso gli atti, per competenza, ai colleghi di Modena. E ciò, perchè il fatto o presunto tale, sarebbe avvenuto a Concordia e non sull'argine di Quingentole, dove la 27enne vive. Toccherà ora ai magistrati della città emiliana accertare se effettivamente il giovane denunciato è da ritenere responsabile della violenza o se, invece, è stata solo una invenzione della donna per giustificare quel qualcosa che avrebbe potuto suscitare sospetti nell'uomo con il quale convive.
Nel caso in cui l'amante clandestino venisse prosciolto dalla pesantissima accusa, che può valere anni di galera, i giudici del Tribunale potrebbero ritornare gli atti al pubblico ministero modenese per procedere contro la 27enne per il reato di calunnia. Il fatto, subito ammantatosi di giallo, risale a un decina di giorni fa, quando la ragazza quingentolese denuncia di essere stata stuprata da due marocchini. Ma qualcosa nel suo racconto fatto ai carabinieri - che l'hanno accompagnata all'ospedale di Pieve di Coriano - non quadra. In effetti quei due extracomunitari indicati come suoi violentatori esistevano solo nella sua fantasia. Una bugia - come detto - per coprire una relazione clandestina. (g.b.)