Ponte di San Benedetto, serve la gara L'Anac: «No all'affidamento diretto»

Francesco Romanisan benedetto poNon è un fulmine a ciel sereno. Perché la Provincia l'aveva sempre sostenuto. Ma ora l''Autorità anticorruzione (Anac) conferma con il proprio parere la necessità di una nuova gara per affidare i lavori per completare il ponte sul Po di San Benedetto. Un responso pesante come un macigno, di chiarezza indiscutibile, che smorza sul nascere la richiesta del colosso delle costruzioni Toto, che dopo avere completato il tratto in alveo chiedeva di continuare direttamente con quello in golena. Ora, servirà dunque una nuova gara, sulla quale nessuno azzarda tempistiche. Serviranno forse due, tre anni prima di rivedere le ruspe all'opera e per l'inaugurazione ufficiale la data resta un punto di domanda. Nel frattempo la Provincia conferma che la priorità è spostare il traffico leggero sul nuovo ponte, anche se è posto in posizione provvisoria. Per il traffico pesante (sopra 7,5 tonnellate), si dovranno attendere ancora anni.Dopo avere completato i lavori della parte in alveo con la costruzione di due archi metallici affiancati, la Provincia aveva voluto consultare l'Anac in merito alla continuazione dei lavori. Chiedendo un parere per risolvere i dubbi che aleggiavano sulla possibilità di affidare direttamente alla Toto gli oltre 14 milioni di lavori necessari per la parte in golena. Per Palazzo di Bagno, si doveva procedere a nuova gara, anche se i tempi si sarebbero allungati, per la Toto, invece, si poteva fare una semplice prosecuzione del cantiere con risparmio di denaro e tempi. La risposta dell'Anac non lascia dubbi: «Come già ipotizzato dalla Provincia di Mantova, per i nuovi lavori di ristrutturazione del ponte sul fiume Po nel Comune di San Benedetto occorre una gara pubblica - scrive il portavoce dell'Autorità - . Non può esserci, in base alla normativa esistente e al Codice degli Appalti, l'affidamento diretto dei lavori di ristrutturazione del tratto in golena». In base a cosa l'Anac suggerisce di non procedere all'affidamento diretto? «In quanto l'appaltatore in questione - il raggruppamento temporaneo di imprese Toto spa Costruzioni Generali - non è l'unico operatore sul mercato in grado di eseguire i lavori oggetto dell'appalto. Pertanto, procedere in tale direzione, vorrebbe dire il quasi certo ricorso al Tar da parte dei concorrenti esclusi, e il conseguente blocco dei lavori».La Toto aveva però superato questo passaggio, parlando di «assenza di soluzioni alternative ragionevoli» all'affidamento diretto allo stesso appaltatore, vista la conoscenza dell'opera della Toto stessa. Anac replica invece che le nuove opere da eseguire per il ponte in golena «non sono tali da rendere impossibile e neppure estremamente più complessa l'esecuzione del nuovo intervento da parte di un diverso operatore economico». Qualsiasi operatore qualificato le può fare, insomma. Ma c'è un altro punto.Il contratto per la ristrutturazione del ponte è stato stipulato il 19 dicembre 2016, senza prevedere il tratto in golena, ma accennando al fatto che sarebbe stato progettato e costruito successivamente. In un primo tempo, la riqualificazione del tratto ulteriore doveva essere attuata al "minimo" necessario, circa 900mila euro di importo. Solo nel 2021 è stata decisa anche l'innalzamento del livello sismico della seconda parte dei lavori per un importo lievitato a oltre 14 milioni. A questo punto la Toto ha chiesto di avere questo secondo lotto dei lavori, senza passare da gara pubblica ma con affidamento diretto, sostenendo ragioni di rapidità.«In base alla legge, però, essendo due appalti diversi e di due tempi diversi distanziati da anni, con stanziamenti differenti, serve una gara aperta a tutti. Non può essere privilegiato l'appaltatore dei lavori del 2016» dice Anac, confermando anche in questo caso «le giuste perplessità che si era posta la Provincia di Mantova». In conclusione, Anac invita la Provincia a non appaltare direttamente a Toto per non esporsi « al rischio di ricorsi e di contenzioso giudiziario per violazione della libera concorrenza e della parità di trattamento con le altre ditte».«Ci aspettavamo una risposta del genere - spiega il presidente provinciale Carlo Bottani -. Anche se questo purtroppo allungherà i tempi. Ma almeno è stata fatta chiarezza. Ora il primo obiettivo è la messa in sicurezza del traffico leggero che sarà spostato provvisoriamente sul nuovo ponte. Poi penseremo alla nuova gara d'appalto. Nel frattempo lavoreremo con i nostri parlamentari anche all'ipotesi di commissario straordinario che potrebbe accelerare i tempi». --© RIPRODUZIONE RISERVATA