Con Avati sui luoghi dove girò Pier Paolo Pasolini

Con due pullman, in 80 sono partiti alle 9.30 dalla breccia di piazza Virgiliana che dà su viale Mincio per il tour di 247 km, una decina di ore, condotto da Luca Scarlini con tappe a Cavriana (Villa Mirra Siliprandi), Villimpenta (Villa Zani ora Casa Furnari e Castello Scaligero per pausa pranzo), Pontemerlano (Villa Riesenfeldt-Bergamaschi), Gonzaga (Biblioteca Comunale e via Roma/piazza Castello) e Commessaggio (lungo argine inferiore e Torrazzo gonzaghesco), le location mantovane dove nel 1975 Pier Paolo Pasolini girò "Salò o le 120 giornate di Sodoma". Una scena fu girata anche a Mantova, in piazza Alberti. Proprio da qui, alle 8.30, ha avuto inizio l'evento con Pupi Avati che ha raccontato le vicende rocambolesche della produzione e della sua sceneggiatura del film, scritta insieme a Pasolini e Sergio Citti. Dal fallimento dei produttori, Avati scambiato per un fattorino, la riscrittura a casa di Pasolini, le cene a Torvaianica da Tognazzi, le fughe di Paolo Villaggio con Avati che lo inseguiva, la proiezione di "Salò" in una sala privata con la mamma di Pasolini che prese una mano di Avati e la tenne stretta per tutto il film, e via di seguito.