L'arrestato di Viadana minacciò l'ex vigile

VIADANA. «Io gli darei 149 chili di merda». Davide Gaspari, il viadanese arrestato lunedì notte nell'operazione Grimilde contro la cosca dei Grande Aracri, non si è mai distinto per educazione. Gaspari, con una sfilza di precedenti penali, in gennaio commentò così la vicenda di Donato Ungaro, il giornalista, ex vigile di Brescello che aveva appena vinto la causa contro il Comune reggiano che lo aveva licenziato ingiustamente. Il provvedimento con cui Ungaro era stato licenziato, alla fine di un lungo iter, è stato giudicato illegittimo dalla Corte d'Appello di Bologna che ha ricalcolato il salario arretrato che era dovuto all'ex dipendente e ha condannato l'amministrazione comunale di Brescello a risarcirlo versandogli appunto 149mila euro. Un risarcimento che Gaspari si sente di criticare, pubblicamente e a modo suo, con insinuazioni offensive. «Ovviamente l'ho subito denunciato», afferma Ungaro, che racconta di aver avuto gli occhi addosso di Gaspari da molto tempo. «Mi conosceva quando facevo il vigile a Brescello e di certo non gli stavo simpatico, ma la sua avversione non era scatenata solo dalle multe. Mi seguiva attentamente soprattutto nella mia attività di giornalista, fino al 2008, e non perdeva occasione per lanciarsi in insulti e raccontare in giro che quello che scrivevo, già allora sulle infiltrazioni mafiose, erano tutte balle. Devo ammettere che l'ho sottovalutato. Ho pensato che fosse solo un cretino. Poi la notizia del suo arresto come affiliato alla cosca mi ha aperto gli occhi». --R.C. BY NC ND ALCUNI DIRITTI RISERVATI