Logistica, ora le imprese chiedono più formazione

Investire a Mantova su una formazione specifica, dedicata all'intermodalità. E' il messaggio lanciato qualche sera fa dall'incontro mantovano dell'International Propeller Club, che raggruppa operatori e professionisti del distretto logistico. Il presidente Claudio Lupi (Paganella spa) ha rimarcato proprio la necessità di istituire anche a Mantova un corso Its di logistica post diploma, in continuità con il corso quinquennale sullo stesso tema dell'istituto tecnico "D'Arco". Tra l'altro quest'anno usciranno i primi diplomati: Lupi ha dato merito al D'Arco «di aver scommesso per primo su questa disciplina innovativa dei trasporti intermodali». Sulla medesima lunghezza d'onda Luca Lanini, docente di logistica all'università Cattolica di Piacenza, che ha illustrato il panorama delle offerte formative universitarie. «Inevitabile per Mantova - ha detto Lupi - la vocazione per un corso sull'intermodale fluvio/marittimo legato alle specifiche merci gravitanti nel territorio». Ospiti della serata sono stati il presidente di Confindutria Alberto Marenghi ed il direttore Mauro Redolfini che hanno voluto ricordare l'interesse degli industriali per il comparto portuale di Mantova in quando «driver di sviluppo, riconosciuto a tutti i livelli istituzionali ed emerso ai tavoli delle giornate dell'Economia mantovana, studio condotto dalla Camera di Commercio». Dai soci che operano sulla logistica e quindi sui porti di Mantova quali agenti doganali, compagnie di trasporto, imprese insediate, è emersa la preoccupazione mutuata dagli effetti negativi che si sono creati dopo la legge di riorganizzazione della Regione del 2014 e l'applicazione della riforma delle province svoltosi tra il 2015-16. Tale criticità verrà segnalata alle istituzioni preposte alle funzioni pubbliche di autorità portuale (Regione, Provincia e ministero dei trasporti). Alla fine dello scorso anno la Regione ha tuttavia riconfermato investimenti sull'area, ma è ancora ferma nella definizione del nuovo quadro operativo con la Provincia. Gli operatori, è emerso nel corso dell'incontro, sono seriamente preoccupati della riduzione del personale e della mancanza di un servizio di autorità portuale specializzato e composto da professionalità consolidate che abbia forte dinamicità e capacità di decisione rapida, semplificando le procedure burocratiche come le recenti leggi prevedono. Per la gestione del sistema portuale mantovano e del porto, il Club, Confindustria e Camera di Commercio avevano proposto nel 2015 la continuità con il servizio autonomo di autorità portuale delle province.