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cartiera/1 La salute viene prima dell'occupazione nVorrei intervenire a proposito della lettera del 7 luglio relativa all'inceneritore e ai rischi per la salute, sottoscritta dal dottor Franco Sissa. Complimenti a Sissa, medico di base di Borgo Virgilio che, in relazione al suo lavoro, manifesta la situazione critica di molti suoi pazienti, a causa della loro residenza in un'area considerata tra le più inquinate del nord Italia. La crisi lavorativa purtroppo ha raggiunto limiti preoccupanti, ma ritengo che la salute venga prima di tutto e che ci sia da valutare attentamente la lettera-denuncia di Sissa, medico che stimo molto e che segue anche la mia famiglia. Ricordo che quando venne creato il polo chimico con tutte le altre industrie attigue, Mantova aveva una popolazione molto più numerosa, ma senza impianti di depurazione e senza normative restrittive sullo smaltimento dei veleni. Per le amministrazioni compiacenti, le uniche soluzioni sono state l'interramento in profondità e la dispersione delle sostanze nocive nei laghi e nel Mincio. Ora le sostanze sono ancora lì e il risanamento ha tempi lunghissimi e costi infiniti. Quanti morti abbiamo avuto, quanti ammalati abbiamo e ne avremo in futuro? Un futuro che si prospetta incerto e molto pericoloso per i nostri figli e nipoti. Ci dicono che i nuovi impianti sono dotati di depuratori di ultima generazione e che sono sicuri per la salute, ma in Italia è molto difficile credere alle favole, come dimostra anche la disaffezione totale dei cittadini. Mi auguro che questa lettera spinga altri medici a segnalare e approfondire il problema. Ringrazio nuovamente il dottor Sissa mentre ai nuovi amministratori consiglio di valutare attentamente prima di prendere decisioni fondamentali per il nostro futuro. Paolo Fiorini cartiera/2 L'inceneritore respinto dalle altre città nTrovo paradossale, incredibile, folle e non so quale altro aggettivo elencare che in una situazione come quella di Mantova si possa pensare di inserire un altro turbogas e un nuovo inceneritore. Qui nel buco più nero della nera valle Padana, come evidenziato dai satelliti per l'enorme quantità di ossidi di azoto, noti progenitori di polveri sottili classificate cancerogene dall'Organizzazione Mondiale di Sanità, aggiungerne altre più diossine e furani altrettanto (se non più) cancerogeni notoriamente prodotti dagli inceneritori, è pazzesco. Tra l'altro sappiamo che Pro-Gest ha provato da altre parti a rianimare cartiere dismesse ma ha ricevuto risposte negative da sindaci e popolazioni al pensiero di doversi sorbire l'inceneritore, nonostante le promesse di tanti posti di lavoro. Oltretutto è scientificamente provato che le ricadute sanitarie sono tanto più gravi quando questi impianti operano in vicinanza delle città. E noi li avremo proprio in città! Illuminante in proposito quanto affermato da Loredana Musmeci, direttrice del dipartimento Ambiente e Prevenzione dell'Istituto Superiore di Sanità di Firenze, per un nuovo inceneritore nella Piana fiorentina in località Case Passerini: «….Se la pressione degli inquinanti in una data area è troppo alta, allora anche un impianto di incenerimento che inquina poco, può diventare insostenibile: quel poco può diventare troppo». Da parte loro 272 medici della zona hanno lanciato un appello contro la pratica dell'incenerimento invocando il principio di precauzione, affermando: «L'unica dose scientificamente accettabile di un cancerogeno è lo zero". Nerio Beltrami pegognaga Fusione? No grazie Meglio le unioni nIl concittadino Renzo Gazzoli prosegue nel perorare la causa delle fusioni tra Comuni del territorio che denomina " Po della Bassa". Lo fa con passione e argomentazioni plausibili dal suo punto di vista definendo "illuminata operazione" la nascita di un unico ente territoriale frutto della fusione di più comuni del territorio. Ne prendiamo atto con rispetto pur non condividendo la soluzione fusione. Molteplici ragioni ci fanno propendere per la condivisione e razionalizzazione di servizi e funzioni attraverso un consorzio tra comuni limitrofi, senza condurci a una fusione che accentra e governa dall'alto realtà complesse, figlie di evoluzioni temporali lunghissime. Riteniamo auspicabile, degno dell'impegno corale che servizi e funzioni possano integrarsi-convenzionarsi tra i comuni dando spessore all'area omogenea di appartenenza. Si potrebbero configurare o incaricare attraverso concorso agenzie "leggere", il cui obiettivo trasparente sarà integrare servizi e funzioni dei diversi comuni con l'obiettivo predeterminato di renderli meno onerosi, più efficaci e ben distribuiti. Da uno studio del ministero degli interni datato 2015 è emerso che i comuni tra 5 e 10mila abitanti hanno i migliori costi pro capite. Pur consapevoli del contesto attuale, vogliamo ricordare che dietro i comuni ci sono secoli, financo millenni di storia, che partendo dall'Italia dei Comuni siamo arrivati allo splendore rinascimentale. Dopo i disastri combinati dai partiti della prima repubblica, peggiorati con la seconda, dare ancora retta ai partiti o a chi dall'alto pensa di risolvere debiti e vizi partitocratici fondendo i comuni, appare quantomeno poco credibile. Questo è il nostro pensiero ed il nostro sentire. Ribadiamo la nostra contrarietà ad una "illuminata operazione" partita con la non condivisa Unione Pegognaga-Motteggiana, mentre gli altri paesi non si sono pronunciati. Tertulliano Lasagna capogruppo consiliare l'Alternativa per Pegognaga passione su due ruote L'orgoglio del ciclista della domenica nSono un cicloamatore della domenica. Sono figlio di un bersagliere. Ma già i miei nonni andavano a lavorare pedalando sulle loro Dei. La mattina entro nella stanza dei gioielli e scelgo il mio cavallo di carbonio. C'è sempre l'ultimo di riferimento insieme a diverse special: come quella del 2011, Petacchi replica, con livrea su mio disegno dipinta col nero trasparente opaco dell'azienda per cui lavoravo e col nome proprio e indirizzo e-mail verniciato sul telaio. Poi si sceglie la divisa: può essere evocativa (rosa giro d'Italia) o d'appartenenza, al gruppo sportivo o all'azienda per cui si lavora e per cui si pedala tutti insieme e nella stessa direzione. Lo chiamano team building e chi non pedala lo deve apprendere nei corsi di management. Usciamo guardinghi per viottoli sconosciuti e non trafficati (Brazzuolo, Mirasole) fino a raggiungere l'argine del Po dove il traffico automobilistico dovrebbe essere vietato. Sull'argine c'è il ricongiungimento dei vari gruppi e da Quingentole si prepara la prima sparata per il primo traguardo volante Siti Cluniacensi . Io mi distinguo perché sono sempre l'ultimo e do tutto me stesso per arrivare al secondo traguardo volante a Portiolo dove saluto la compagnia sul cavalcavia dell'autostrada. Non rispondo alle argomentazioni dell articolo "Quando il ciclista è un oltranzista "; invito invece l'autore a mettersi un caschetto in testa e provare l'ebbrezza del cavallo di carbonio . "Non è mai troppo tardi " diceva il maestro Manzi: neppure per imparare l'arte della bicicletta. Fabrizio Gazzani