La paralisi del mercato dei terreni

Un mercato fondiario fermo, in cui le compravendite di terreno nel medio periodo (dal 2008 al 2015) sono calate, e in cui anche le superfici oggetto di compravendita si sono sensibilmente ridotte. Sono questi i dati principali che emergono dalla presentazione del rapporto sul mercato fondiario in provincia di Mantova, avvenuta ieri nella sala consiliare dell'Università di Mantova. L'indagine ha preso in esame il periodo che va dal 2008, anno di inizio della crisi economica, al 2015, ma dà uno sguardo anche alle variazioni tra 2014 e 2015. A presentare i dati mantovani è stato Maurizio Castelli, assessore provinciale all'agricoltura nonché presidente della commissione provinciale espropri. Il primo elemento a essere preso in esame è stato quello riguardante il numero di contrattazioni. Se nel 2008 i contratti stipulati erano 436, lo scorso anno si è chiuso a quota 109, esattamente un quarto della cifra di otto anni fa. Dal 2008 il calo è stato drastico, con 283 atti nel 2009, 150 nel 2010 e 80 nel 2011 (picco negativo). Nel 2012 c'è stata una leggera impennata, con 252 atti, salvo poi scendere ancora (198 nel 2013 e 161 nel 2014). In calo anche la superficie catastale compravenduta, che nel 2008 era di 1.975,3 ettari, cioè l'1,03% della superficie totale in provincia (190.394 ettari). Lo scorso anno invece la superficie ammontava a 237,83 ettari, appena l'1,2 per mille del totale, in diminuzione anche rispetto al 2014, che si chiuse con 472 ettari soggetti a trattative. Calano anche le operazioni di acquisto o vendita per aziende superiori ai dieci ettari, che nel 2015 sono state solo quattro (su 109 atti), mentre nel 2008 erano ben quarantadue (il 10% degli atti totali). È stata poi la volta dell'analisi dei valori medi per i terreni nelle sette regioni agrarie in cui è stata suddivisa la provincia di Mantova. Anche qui il trend è negativo, con quattro regioni su sette con valori in calo tra 2014 e 2015. Nella regione morenica meridionale del Benaco (a nord) si passa da 7,35 euro al metro quadro a 6,13 (-16,60%). Nella pianura tra Oglio e Po (sud-ovest) si va da 5,10 a 4,41 euro (-13,53%). Nella pianura di Mantova il calo è dell'11,32%, con 4,78 euro contro i 5,39 del 2014. Giù anche la pianura orientale dell'Oltrepo Mantovano (sud-est), con 3,65 euro contro i 4,01 del 2014 (-8,98%). Valori positivi solo per pianura tra Mincio e Oglio (nord-ovest), con un +5,50% (da 5,64 a 5,95 euro/mq) dovuto all'influenza del mercato fondiario bresciano, pianura tra Mincio e Po (nord-est), con un +19,49% (da 3,95 a 4,72 euro), e pianura occidentale dell'Oltrepo Mantovano (sud), con un +5,04% (da 6,15 a 6,46 euro) trascinato dal buon mercato del Parmigiano Reggiano. «Il mercato a Mantova si è fermato – ha affermato il notaio Daniele Molinari – per le difficoltà del comparto agrario e zootecnico. Negli ultimi sei mesi c'è stato un fortissimo incremento delle vendite giudiziarie, circa 100-120 al mese, contro le 40 al mese della prima metà del 2015. Va detto però che si sta creando un nuovo interesse, con mattone e terreni che, a prezzi più bassi, tornano appetibili». Nicola Artoni