il tecnico di ferrara

La prima stagione del Morea bis in terra estense è in fase di miglioramento e un posto nei playoff a conti fatti è ancora alla portata. A Mantova una grandinata di contropiedi, alley-oop e triple aveva sepolto ogni avversario degli Stings 2013/14 nella trionfale cavalcata verso la promozione nell'allora A2 Gold. E prima che finisca nel tritacarne della memoria corta che consuma tutto sempre troppo velocemente, per tasso di spettacolarità unita ai risultati, quegli Stings sono stati la miglior squadra che si sia vista al PalaBam. Ma ora è il momento della seconda sfida da ex dopo il successo 103-82 all'andata. La Bondi è seconda per percentuale di tiro da 2, prima per percentuale da 3 e terza negli assist. La ricerca della miglior qualità di tiro possibile continua a essere un suo marchio di fabbrica. Sarà una delle armi anche domenica? «Sì, assolutamente. Giochiamo contro una squadra che immagino farà di tutto per toglierci i canestri facili per quelle che sono le nostre caratteristiche, quindi dovremo creare una circolazione ancora migliore. Il lavoro più grosso sarà comunque quello difensivo». Cosa cambia rispetto all'andata dopo l'arrivo di Soloperto, Guarino e Udanoh, e gli addii di Lestini e Henderson? «Possiamo aprire meglio il campo ed essere più profondi nell'arrivare a canestro. È una squadra più solida e concreta, che può spendere di più e non necessariamente deve preservarsi». Ha visto Mantova sabato dal vivo, che impressioni ha avuto? «La prima sensazione è stata quella di vedere una ex che esce con un altro e anche tu però hai un'altra vita. Appena iniziata la partita ho ragionato da allenatore: l'ho vista bene, mi è sembrato siano riusciti a sanare quelle crepe che all'andata eravamo riusciti a sfruttare. Erano crepe naturali per una squadra creata da poco e noi abbiamo fatto una partita spregiudicata. L'ho vista più squadra, è cresciuta in tanti particolari, soprattutto ho notato più gerarchie e relazioni, il rapporto di fiducia che ti aiuta nei momenti più difficili di una partita. Ora è più solida e matura e a turno riesce a trovare un protagonista, sia tecnico che emotivo». Vincerà questo derby chi saprà... «Dal punto di vista emotivo chi saprà bilanciare l'emozione al cospetto della logica. Dal punto di vista del gioco chi saprà controllare il ritmo nelle due parti del campo, così come la qualità della transizione». Leonardo Piva ©RIPRODUZIONE RISERVATA