I ricordi di Sellani per i cento anni di Gorni Kramer

Passato quest'anno da Mantova al «suo paese, vicino alla sensibilità del suo mondo», come ha detto Roberto Biaggi presentando la serata, il premio Kramer 2014 nel centenario della nascita, è stato assegnato a Renato Sellani. Il musicista, classe 1926, reduce da concerti all'Umbria Jazz, un po' acciaccato per uno strappo muscolare, ha raccontato anche aneddoti e battute piene di spirito. Sellani si è detto emozionato nel tornare nel paese di Kramer per ricevere un premio. Ha anche aggiunto: «Ma siete sicuri che me lo meriti?». Ha parlato un po' della sua «vita da romanzo» in relazione al maestro, le battute con cui lo faceva ridere anche se «mi rimproverava perché non avevo studiato» o le partite al biliardo all'ex bar Sport di Rivarolo. Entusiasmante il suo concerto eseguito sullo strumento del maestro: «Perdonami, Kramer, di mettere le mani sul tuo pianoforte», dove è apparso in perfetta forma dimenticando ogni malanno. Quello che è stato definito «il padre del jazz italiano, uno dei più grandi pianisti, che non avrebbe certo bisogno di motivazioni per ricevere un premio, chiamato spesso dall'amico Kramer a far parte delle sue orchestre», ha riempito di note stimolanti il giardino della Cassa rurale dove si svolgeva la manifestazione, davanti alle figlie di Kramer Teresa e Laura. Sellani ha dedicato la sua "Laura" proprio alla figlia di Kramer («Teresa non offenderti - ha detto all'altra figlia del maestro - vedrai che primo o poi penserò anche a te») , e ha messo insieme il "Vincerò" di Puccini ad un Palco della Scala e Simpatica («perché il maestro amava davvero anche la lirica») e " Lontano da New Orleans" per il legame col paese di nascita. Il pianista ha duettato con «l'allora ragazzo di Rivarolo messo 17enne in Orchestra», Emilio Soana, negli arrangiamenti jazz di " Non so dir ti voglio bene" o l'indimenticabile "Domenica è sempre domenica". Se il cuore della serata è stato l'intervento di Sellani e Soana (tromba), altrettanto entusiasmante è stato quello del Vincenzo Castrini Quartet che ha fatto da corona al momento di Sellani. Vincenzo "Titti" Castrini ovviamente alla fisarmonica (suonata da piccolo con accanto il papà a Rivarolo a casa di Kramer), Lino Franceschetti al pianoforte, Mauro Sereno al contrabbasso e Paolo Mappa alle percussioni (utilizzava anche una cassa peruviana). Nella seconda parte la band è stato rafforzata da Paolo Degiuli alla cornetta. Il loro jazz ha spaziato soprattutto nel territorio degli anni Venti e Trenta, con uno sguardo a Louis Armstrong e Phaes Waller, alla musica popolare italiana (certo, in versione jazz), pezzi di Kramer e anche musica sudamericana. La serata era stata aperta dal presidente del circolo del Jazz di Mantova Roberto Biaggi che ha curato l'iniziativa. L'assessore provinciale Zaltieri si è complimentata col sindaco Galli (che, come la Zaltieri ha ricordato, è stato suo alunno allo scientifico di Asola) e con la Fondazione Sanguanini per le iniziative culturali. Per conto dello stesso ente è intervenuto Claudio Fraccari. Presenti anche il sindaco di Bozzolo Torchio e l'ex sindaco di Viadana Penazzi. La serata è stata chiusa, di fronte agli oltre duecento appassionati di jazz, con un arrivederci all'anno prossimo, sempre nel giorno anniversario del maestro nato il 22 luglio 1913 poco distante dalla Cassa Rurale. Attilio Pedretti