«Il giudice di pace deve restare» Gli avvocati scendono in campo

Il commissario prefettizio Isabella Alberti, assunte le funzioni di giunta comunale, ha approvato lo schema di bilancio di previsione dell'attività municipale 2014. Il totale complessivo delle spese pareggerà le entrate a 22 milioni 577mila euro circa. Le entrate tributarie assommeranno a 11 milioni di euro, le accensioni di mutui a 4 milioni. Si prevedono un milione 124mila euro di investimenti e 5 milioni 400mila euro di rimborso prestiti, mentre le spese correnti (stipendi, utenze, materiale di consumo, eccetera) assommeranno a quasi 14 milioni. Per fornire servizi in conto di terzi, il Comune spenderà poco più di due milioni di euro, che peraltro verranno integralmente coperti da rette e tariffe: si parla ad esempio delle mense e degli scuolabus. Il commissario ha dichiarato l'immediata eseguibilità dell'atto. Al bilancio 2014 si aggiungono per legge anche le previsioni 2015 e 2016, sostanzialmente in linea: la principale differenza sarà data dai trasferimenti statali, che scenderanno progressivamente da 461.370 a 375.713 a 301.027 euro. (r.n.) VIADANA Gli avvocati scendono in campo per salvare l'ufficio del giudice di pace. Diversi legali viadanesi hanno contattato in questi giorni il giudice Giovanni Breveglieri per un confronto sugli ultimi sviluppi della vicenda, e nei prossimi giorni sarà avviata una raccolta di firme. Non c'è tempo da perdere, visto che al ministero della Giustizia è stato ufficialmente chiesto di disporre la definitiva chiusura dell'ufficio viadanese. Tale richiesta è contenuta in una nota inoltrata dal tribunale di Mantova al ministero venerdì 11 luglio. Essa si basa, a sua volta, su una nota del 9 luglio con cui il commissario prefettizio del Comune di Viadana segnalava «la mancanza dei requisiti richiesti per il mantenimento dell'ufficio». Solo il 4 luglio scorso, il ministero aveva chiesto alla Corte d'appello di Brescia, e tramite essa al tribunale, di convocare per il 7-15 luglio il personale, a suo tempo individuato dal Comune, per il tirocinio: due mesi di formazione e affiancamento in vista del successivo distaccamento all'ufficio del giudice di pace. Il Tribunale di Mantova ha dato seguito a tale richiesta il 7 luglio. Ma il 9 il commissario prefettizio del Comune ha segnalato al tribunale la mancanza dei requisiti richiesti per la funzionalità dell'ufficio, comunicando anche che il personale non sarebbe stato avviato al tirocinio. Le motivazioni addotte dal commissario sono state riprese dal presidente del tribunale, che l'11 luglio ha scritto al ministero segnalando tutta una serie di problematiche, e chiedendo di conseguenza di «accertare in modo definitivo la mancanza dei presupposti per il mantenimento dell'ufficio del giudice di pace, e di disporne la definitiva chiusura». Secondo alcuni, gli ultimi sviluppi rischiano però di essere troppo affrettati: alcune forze politiche hanno già chiesto che la partita non sia chiusa senza avviare prima una riflessione. Tra le motivazioni citate nell'istanza di revoca v'è l'inquadramento professionale delle dipendenti individuate dal Comune: una è un'ex cuoca; ma da Viadana si replica che la donna è comunque diplomata, e disponibile a sottoporsi a formazione specifica. Si sottolinea poi che una commissione del tribunale a gennaio aveva dichiarato non idonei gli spazi messi a disposizione dal Comune; ma chi vuole salvare l'ufficio, fa notare che in seguito il Comune aveva individuato spazi alternativi, mai bocciati da nessuno. Avvocati e partiti ricordano infine che è stata inoltrata al ministero una domanda per accorpare a Viadana anche Bozzolo e Asola (manca solo la firma del ministro per accettazione, ed i nuovi sindaci delle due località non hanno mai sconfessato il progetto dei loro predecessori), e pure altri Comuni del territorio sarebbero disposti a convenzionarsi con Viadana pur di mantenere i giudice di pace. Riccardo Negri