Crespi sbatte la porta, Centro Te senza guida

di Nicola Corradini Centro internazionale del Te nel caos e ormai senza una guida. Il presidente Angelo Crespi sbatte la porta e di fatto si dimette dall'incarico a sette mesi circa dalla decadenza naturale del mandato del consiglio d'amministrazione e a un mese circa dalla proroga conferita verbalmente dall'assemblea soci su proposta del sindaco Nicola Sodano. «In realtà possiamo dire che mi ha dimesso il Comune» precisa Crespi non senza spirito polemico nei confronti dell'assessore alla cultura Tonelli (con cui Crespi ha avuto diversi contrasti), il segretario generale di via Roma, Annibale Vareschi e dello stesso sindaco Nicola Sodano, che pure lo aveva nominato. Va detto, tuttavia, che ormai anche in via Roma era dato per certo il mancato rinnovo dell'incarico a Crespi. Nel primo pomeriggio, un sindaco quasi con le valigie in mano (oggi parte per un periodo di ferie) spiega al telefono che «Crespi una settimana fa ha inviato un'email all'amministrazione dicendo di ritenere che, in base alla normativa, la proroga al suo incarico non era più valida, di non essere più dotato dei suoi poteri. Ho chiesto all'ufficio legale e al segretario Vareschi di valutare la situazione sotto il profilo giuridico. L'idea era di prorogare ulteriormente il mandato, ma non posso che prendere atto del fatto che a mettere in discussione l'effetto benefico della proroga concessa dall'assemblea è proprio chi ne beneficiava. A questo punto procederò alla nomina dei cinque rappresentanti nel consiglio che spettano al sindaco, presidente compreso. Ovviamente condividerò la mia decisione con la giunta». In altre parole, Sodano pur senza dirlo esplicitamente, annuncia la fine dell'era Crespi al Centro di Palazzo Te. Il terremoto che ha colpito una delle istituzioni simbolo della produzione di cultura a Mantova mette quasi in secondo piano la notizia, peraltro correlata alla vicenda, del rinvio deciso all'ultimo momento della mostra dei Templari. Con poche, secche, righe il Centro fa sapere che «alla luce della comunicazione inviata dal sindaco alle 15, in cui si segnala che la formalizzazione dei documenti per l'apertura della mostra Templari sarà effettuata nei prossimi giorni, il Centro, congiuntamente alla Fondazione DnArt di Milano, organizzatrice dell'evento, ha deciso di rimandarne l'inaugurazione al momento in cui sarà disponibile la determina per la concessione degli spazi da parte degli uffici comunali». Quel pasticciaccio brutto di viale Te, potrebbe essere il titolo dell'intricata vicenda. Il rinvio dell'inaugurazione della mostra (prevista questa sera alle 18.30 alle Fruttiere) rappresenta il clamoroso sviluppo dello sfaldamento del rapporto tra vertice del Centro e via Roma. Raggiunto al telefono, Crespi racconta la sua versione dei fatti. «Il mio mandato era concluso alla fine dello scorso anno – dice – ma sono rimasto in carica per firmare i bilanci, come è prassi. Il bilancio 2013 è in pari, ma quello preventivo del 2014 è già sotto di 60mila euro per l'uscita di due soci (Provincia e Mps). Mi scusi, ma la proroga mi è stata data verbalmente in giugno dall'assemblea, senza una scadenza precisa. Le pare che io accetti di firmare un bilancio già in rosso in queste condizioni? Ho chiesto chiarimenti all'ente che deve fare vigilanza , il Comune, ma pare che tanto il segretario quanto il sindaco fossero in vacanza. Di fatto nessuno mi ha risposto. Si tenga presenta che ora il cda, che per Statuto deve essere formato da dieci persone, è a 7. Io l'avevo detto al sindaco: "Confermami per tre anni, con un mandato in proroga e le elezioni comunali tra meno di un anno non si può programmare nulla. Ma su di me il sindaco e Benedini, come noto, non erano d'accordo"»(ha collaborato Paola Cortese)