Trasferito l'arsenale chimico di Assad

Nessun incidente, né proteste. Si è concluso poco prima delle 20 senza problemi il trasbordo delle armi chimiche siriane, arrivate all'alba nel porto di Gioia Tauro, dalla nave danese Ark Futura all'americana Cape Ray. «L'Italia ha dato prova di grande efficienza in questa delicata operazione di sicurezza internazionale» ha commentato il ministro dell'Ambiente Gian Luca Galletti, annunciando la conclusione dell'intervento. La zona è stata blindata per oltre un chilometro, ma fuori dallo scalo la vita quotidiana è scorsa normale, con più giornalisti - assiepati su collinette o sui tetti di case in costruzione nei dintorni del perimetro portuale - che cittadini, a seguire il trasferimento dei 78 container di "veleni". La Ark Futura è entrata in porto alle prime luci del giorno - scortata da altre unità navali e controllata da un elicottero in volo - con un carico di 800 tonnellate di agenti chimici, tra cui 20 tonnellate di iprite e 580 di uno dei precursori del sarin destinati alla Cape Ray, che da martedì attendeva in banchina. Gli agenti chimici saranno neutralizzati a bordo della nave americana mediante idrolisi in acque internazionali sotto lo sguardo vigile degli ispettori dell'Opac, l'Organizzazione per la distruzione delle armi chimiche. «Quella di Gioia Tauro è stata la scelta giusta. Lo dimostrano la tranquillità di oggi» e «la professionalità e la tecnologia avanzata per cui l'Italia è all'avanguardia», ha commentato Galletti, sottolineando che «di fronte alle preoccupazioni della popolazione, l'informazione e la trasparenza pagano». L'operazione è una delle tappe del piano Opac per il disarmo chimico del regime di Assad, deciso dopo la strage di Ghouta con gas letali dell'agosto scorso. All'Italia anche i ringraziamnti dell'Opac.