Il racconto di alcuni genitori «Dava calci e sberle sulle mani»

GAZOLDO Il tutto è partito da un bambino di tre anni, che a casa racconta alla mamma di aver ricevuto un calcio nel sedere da parte della maestra. La mamma in un primo momento cerca di capire se il racconto del suo piccolo sia vero o no, se il bambino si confonda forse con un gioco. Ma il bimbo è sicuro e spigliato e chiaro e tondo conferma il gesto sgarbato dell'insegnante. Questa mamma si confronta con le altre e a poco a poco emergono altri episodi, che presi singolarmente non subito erano stati considerati gravi, ma sommati uno all'altro danno un quadro inquietante dei metodi educativi di una delle maestre della scuola materna statale di via Gerola a Gazoldo. «Viene fuori che altri bambini hanno parlato a casa di quelle sberlette sulle mani, dei calci e di quella insistenza della maestra a far loro mangiare tutto il piatto servito in mensa. Insistenza o costrizione che ha provocato in alcuni casi il vomito in alcuni bambini (tornati a casa con i vestiti sporchi)» raccontano alcuni famigliari. Non tutti i bimbi (parliamo della sezione dei più piccoli di tre anni) erano stati in grado di raccontare in modo chiaro e preciso dei metodi della maestra, ma sommando stralci di racconti, le mamme arrivano alle sgradite conclusioni. Di cui però vogliono conferme: si rivolgono alla scuola, parlano con le insegnanti, la verità viene a galla. Una delegazione di genitori va dal dirigente scolastico, poi dal sindaco e vengono chiamati all'incontro anche i carabinieri della stazione locale. Si decide di organizzare un'assemblea, che si è tenuta sabato. C'erano quasi tutti i genitori, il dirigente, le maestre, il sindaco, gli assessori e gli stessi carabinieri. I casi sono stati confermati, la stessa maestra ha ammesso di aver avuto qualche comportamento discutibile, ma si trattava «di piccoli calci quasi per gioco, o meglio di simulazioni» avrebbe detto. E si è scusata con tutti i genitori. Però la storia non si è chiusa qui. Il dirigente, Umberto Parolini, si è riservato, di fronte ai genitori, di prendere eventuali provvedimenti. «Sto facendo i dovuti accertamenti - dice il responsabile dell'Istituto Comprensivo di Ceresara (di cui Gazoldo fa parte) - La vicenda non sta nei termini allarmistici di cui parlano i genitori. I casi confermati - ed ora non entro nel dettaglio dei presunti maltrattamenti - sono due. Ho avviato un'indagine interna e anche i carabinieri stanno portando avanti le loro verifiche: se ci sono gli estremi formuleranno una denuncia che verrà trasmessa poi in Procura». Parolini non ha ancora deciso richiami o sospensioni. Per il momento la maestra è al lavoro, ma il numero di bambini che i genitori hanno deciso di tenere a casa cresce. Dai primi 4-5 di venerdì scorso, lunedì erano arrivati a 8-9. (dm)