L'Udc sceglie il centrosinistra


ROMA. Levata di scudi del Pdl contro la scelta dell'Udc di appoggiare i candidati del centrosinistra ai ballottaggi di domenica prossima. Fa discutere l'intervista di Pier Ferdinando Casini a La Repubblica. Il leader dell'Udc, premiato dal voto con un 6,5% di consensi, premette che saranno i dirigenti sul territorio a decidere le alleanze ma segnala «la novità di un accordo con il centrosinistra da Bari a Torino».
Casini aggiunge che non si tratta di un'ipoteca sul futuro. Tuttavia aggiunge: «Di certo non possiamo accettare la logica di comodo del Pdl che al Nord si allea con la Lega e al Sud con noi». Quanto al sistema elettorale il leader centrista ribadisce la sua preferenza per il sistema proporzionale tedesco ma apprezza la proposta di Fini sul doppio turno alla francese definendola «molto interessante». «Anche se il doppio turno è più rischioso per il centro, può consentire quella riorganizzazione virtuosa del sistema politico che auspichiamo», dice. Casini inoltre insiste per ripristinare le preferenze alle politiche.
Dopo il si a Michele Emiliano a Bari, ieri è arrivato il disco verde per l'apparentamento con il centrosinistra per le provinciali di Torino e in altri comuni. Dal Pd si saluta la scelta dell'unico partito «minore» rappresentato in Parlamento come la nascita di una fase nuova a livello nazionale. «Il centrosinistra ha archiviato la stagione delle coalizioni come semplici cartelli elettorali» e punta ad aprire con l'Udc una nuova fase «sulla base di un programma dal profilo riformista», di Giorgio Merlo.
La «svolta» centrista non è stata gradita dal Pdl. «E' un grave errore, oltre che un'occasione mancata», attacca Daniele Capezzone ex segretario radicale oggi portavoce del Pdl.
Francesco Pionati, ex mezzobusto Rai, eletto dall'Udc e passato con la maggioranza, rincara: «La politica mercenaria dell'Udc non pagherà». Più morbido Paolo Bonaiuti, portavoce di Berlusconi e fiorentino doc: «Non vedo quale utilità avrebbe l'Udc a schierarsi a Firenze con chi rappresenta una continuità con un sistema che l'Udc ha sempre criticato», avverte in merito a eventuali accordi del partito in favore di Matteo Renzi e non di Giovanni Galli. Alle critiche replica Lorenzo Cesa, segretario Udc. «Non siamo un partito a sovranità limitata e non abbiamo bisogno di lezioni».

Maria Berlinguer