Scaffali vuoti e niente benzina: sfiorata la crisi

bNiente carburante e, pian piano, anche i generi alimentari che vanno ad esaurimento. Sulle pompe dei distributori di benzina e gasolio gli annunci si ripetono con costanza ossessiva: esaurito, esaurito, esaurito. E in molte stazioni di servizio già da martedi sera le luci erano spente e la piazzola circondata dal nastro bianco e rosso. Nei negozi, invece, i primi a sparire dagli scaffali sono la frutta e la verdura: alla Coop di viale Risorgimento, alla Favorita e al Comprabene di via Porto già nella tarda mattinata di ieri c'erano i buchi: le cassette con dentro niente o scaffali nudi.BR /b Il primo incontro per cercare un accordo alle 14.30 di ieri non ha dato frutti, ma poco prima delle 19 c'è stata l'intesa con il ministro dei trasporti da parte di Cna e Confartigianato. Quello che i camionisti hanno chiesto sono soldi per abbattere il costo del lavoro; interventi per contenere i rincari del gasolio; nuove regole contro abusivismo e concorrenza sleale; una sorta di responsabilità oggettiva da attribuire alla committenza, nel caso in cui non vengano rispettate le norme sulla sicurezza mettendo di fatto a repentaglio l'incolumità del trasportatore.BR Già nelle prime di stamattina - fanno spare dalla Ies - i distributori della raffineria mantovana saranno di nuovo attivati nel raggio di cento chilometri e poi via via dappertutto. E al terzo giorno di protesta il blocco cominciava a generare panico (soprattutto tra gli automobilisti) e vuoti di merci che il pubblico ha intravisto senza subire ancora limitazioni determinanti. Ma quella materia prima che non arriva e che non esce più ha bloccato linee produttive in decine di aziende con oltre un migliaio di operai del Mantovano costretti a casa per un giorno e mezzo.BR Le strade della città, in realtà, nella tarda mattinata di ieri si presentano piene di auto che girano e viene da pensare che tutto sia nella norma. Ma molte di quelle macchine sono a caccia disperata di carburante. E nei supermercati, tra la gente che fa la sua spesa, i risultati del fermo cominciavano a mostrare le conseguenze.BR Allla Coop di viale Risorgimento poco dopo le 11 il reparto frutta mostra le prime lacune. Ci sono cassette vuote, una dietro l'altra. Sopra c'è il cartellino con scritto banane, pomodori, fragole. Dentro, però, non c'è niente. Un cliente chiede lumi alla commessa, che spiega: «Le prime a mancare sono le merci di cui facciamo approvvigionamenti ridotti. Come le banane, appunto, perché appena cominciano a diventare un po' più scure nessuno le prende più». E cosi, finita la scorta di prodotto freschissimo, la provvista si esaurisce. Ma ci sono cassette ormai vuote anche dietro al cartellino pomodori e zucchine. E all'iper si aprono voragini tra pasta, merendine e olio.BR