Segreto di stato, il comitato si spacca

bROMA./b Si conclude con un'inconsueta spaccatura al Copaco l'esame del segreto di Stato su Villa Certosa, la residenza sarda di Berlusconi. Nella votazione finale oggi si è infatti registrato un 4 a 4, con i membri della maggioranza compatti a ritenere legittimo il segreto e quelli dell'opposizione altrettanto uniti a considerarlo invece illegittimo. Non essendo stata raggiunta la maggioranza assoluta sul provvedimento in esame, il Comitato non riferirà dunque al Parlamento per le conseguenti valutazioni politiche. Dell'esito della votazione, il presidente del Copaco, Enzo Bianco, ha informato, con una lettera, lo stesso premier, i presidenti di Camera e Senato, ed il sottosegretario alla presidenza del Consiglio, Gianni Letta. Quella di ieri è un'altra tappa della vicenda che inizia nel maggio scorso, quando la procura di Tempio Pausania dispone un'ispezione all'interno della tenuta, per verificare il rispetto dei vincoli paesaggistici. Ma il ministero dell'Interno si oppose all'ispezione per motivi di segretezza legati all'interesse nazionale.BR L'esame del Copaco - tra scontri e richieste di ulteriori documenti da parte dell'opposizione - si protrae per un paio di mesi fino al voto finale di ieri. Secondo la maggioranza il segreto di Stato è legittimo perchè «Villa Certosa è stata indicata come residenza alternativa del Governo ed anche per proteggere l'incolumità del presidente del Consiglio, dei suoi familiari e più stretti collaboratori». Secondo l'opposizione il segreto di Stato è illegittimo perchè i poteri di opporlo, per legge, non sono delegabili dal premier. Il segreto di stato appare inoltre «sproporzionato», perchè «sottrae a qualsiasi possibilità di controllo un'area amplissima».BR