Chiama due ambulanze per scherzo


Uno scherzo, uno scherzo telefonico di cattivo gusto, che probabilmente gli costerà una denuncia per procurato allarme e, forse, anche per ingiurie. Può essere infatti rischioso, per il complesso meccanismo del sistema del soccorso provinciale, chiamare il 118 del Carlo Poma e inventarsi che c'è una persona che sta soffocando, soprattutto se un attimo dopo arriva anche un'altra chiamata, per una bimba di due anni che sta male davvero e che ha perso conoscenza. E' accaduto martedi pomeriggio. Sono le 18.48 quando al centralino del 118 soccorso arriva la chiamata tramite un cellulare, il cui numero viene memorizzato sul display. «Correte - dice un uomo - c'è il parroco di Sant'Antonio che sta soffocando con un boccone». La chiamata, per il 118, è da ‘codice rosso', massima emergenza.
Partono immediatamente l'ambulanza e l'automedica con il rianimatore. E mentre i due automezzi raggiungono Sant'Antonio, l'operatore della centrale richiama il numero apparso sul display. «Ditemi di più - dice - perchè se c'è bisogno di una pratica rianimatoria vi guido io finche arriva l'equipaggio».
Ma mentre i due mezzi raggiungono Sant'Antonio arriva un'altra chiamata, da Rodigo, per una bimba di due anni che sta male e ha perso conoscenza. Il centralinista a quel punto attende disposizioni dall'equipaggio in viaggio, ma intanto i minuti passano e ancora non si riesce a capire se a Sant'Antonio sia emergenza vera o se l'automedica può essere dirottata a Rodigo. Poco dopo arriva la doccia fredda: a Sant'Antonio non è successo nulla, è tutto uno scherzo. Dal 118 infermieri e medici vanno su tutte le furie. Il rischio è stato elevato: hanno mobilitato due automezzi per nulla, mentre da un'altra parte della provincia i genitori di una bimba chiedevano aiuto. Niente di grave anche in questo secondo caso, ma poteva non essere cosi. A quel punto si ricontatta il cellulare da cui è partito l'allarme. Stizzito chi riceve la chiamata: «Mai telefonato, come vi permettete di accusarmi». Dal 118 gli fanno presente che le chiamate sono registrate e che il sistema in dotazione alla centrale consente di visualizzare i numero delle chiamate. «Lei signore rischia una denuncia per procurato allarme». «no - replica lui - vi denuncio io perchè avete violato la mia privacy».
L'uomo in un secondo tempo sostiene anche di aver lasciato il cellulare sul tavolino di un bar: «Forse me l'hanno preso e qualcuno vi ha chiamato». La telefonata finisce con una serie di insulti al personale del 118 e al medico che era accorso. I vertici del servizio di soccorso hanno fatto sapere che informeranno le forze dell'ordine.

Roberto Bo