In psichiatria il marito piromane

«Va bene... forse avete ragione voi, sono malato; verrò in ospedale...». Cosi lunedi sera, a due giorni di distanza dall'episodio, G.G. - il 58enne operaio di viale Liguria che sabato sera ha ustionato ad un braccio la moglie gettandole addosso dell'alcol e dandole fuoco - ha accettato di seguire al Poma gli agenti della polizia municipale. Ora l'uomo, calabrese originario di Crotone come la moglie, è ricoverato al reparto di Psichiatria. Nei suoi confronti non sarebbero stati presi provvedimenti: trattandosi di lesioni lievi - e a parere della polizia non di un tentativo di omicidio - spetterà alla moglie fare un'eventuale querela contro il marito.
La donna S.S., 55 anni, avrebbe lasciato l'appartamento la sera stessa del fatto, nel timore che il marito, mentalmente instabile, tornasse all'attacco. Stando a quanto ha raccontato, lui le avrebbe spruzzato addosso dell'alcol mentre dormiva e quindi avrebbe appiccato il fuoco. Trattandosi di una modesta quantità di combustibile, e grazie all'intervento del figlio, le conseguenze non sono state gravi: la donna se l'è cavata con ustioni non profonde ad un braccio. «Guaribile in quindici giorni» ha scritto il medico sul referto del pronto soccorso.
Sul motivo dell'aggressione poco si sa. Una lite precedente? Uno stato di disagio psicologico che regnava nella casa di viale Liguria? Sembra quest'ultima l'ipotesi più probabile. L'uomo non solo sarebbe stato altre volte protagonista di violenze domestiche nei confronti della moglie ma avrebbe anche compiuto degli atti di autolesionismo.
La procura non ha aperto alcuna inchiesta: resta in attesa dell'eventuale querela della moglie. L'uomo ha evitato di essere rinchiuso in ospedale in modo coatto accettando volontariamente il ricovero.