Scossa nel cuore della notte Macerie e morte nei villaggi


ROMA. Sono centinaia. Bambini, donne, intere famiglie: passati dal sonno alla morte sotto le macerie delle loro case sbriciolate. Ha raso al suolo un villaggio e ne ha semidistrutti almeno altri due la forte scossa di terremoto che lunedi notte ha colpito il Marocco settentrionale. Il bilancio si è aggravato di ora in ora: nel pomeriggio di ieri erano almeno 300 le vittime e 150 i feriti.
Le autorità governative sono certe: l'elenco è destinato a crescere ancora. Per il Paese nordafricano si tratta del sisma più disastroso degli ultimi 40 anni.
Erano le 2.30 di lunedi notte (le 3.30 italiane), quando Al Hoceima, città portuale sul Mediterrareno, e i villaggi vicini sono stati svegliati da una scossa che secondo l'Osservatorio di Strasburgo ha avuto un'intensità tra i 6,1 e i 6,5 gradi sulla scala Richter. Epicentro nello stretto di Gibilterra, 300 chilometri a nordest della città di Rabat. L'Istituto geografico spagnolo l'ha invece localizzato a 15 chilometri a sud-est di Al Hoceima, nel villaggio di Ait Kamara, che è stato completamente raso al suolo. Gli altri villaggi più colpiti sono stati quello quello di Im Zouren, nella regione montagnosa del Rif, dove sono state contate almeno 164 vittime; e quello di Bni Hadifa.
La scossa principale, seguita da centinaia di repliche di minore intensità, ha fatto crollare le case, quasi tutte in argilla e paglia, abitate da berberi e la popolazione presa dal panico si è riversata per le strade. Ad Al Hoceima non ci sarebbero vittime ma solo parecchi danni. Il terremoto ha interessato anche la città di Fez, nota meta turistica, Taza ed è stato avvertito anche a Tangeri e in Spagna, in Andalusia e nella regione di Murcia oltre che a Melilla, città marocchina amministrata dalla Spagna. Forze armate, gendarmeria reale e squadre di soccorso sono state mobilitate su ordine del re Mohammed VI per i primi aiuti, mentre elicotteri portavano tende e generi alimentari. Decine e decine di persone affluivano negli ospedali della regione, troppo piccoli per far fronte all'emergenza e venivano dirottate a Rabat; la gente scavava a mani nude tra le macerie alla ricerca dei congiunti e le salme venivano portate in una fabbrica per la lavorazione del pesce.
L'Ambasciata italiana a Rabat ha fatto sapere che al momento della scossa non c'erano turisti italiani a Al Hoceima: gli unici italiani presenti nella regione sono una decina di dipendenti di Italstrade, ma nessuno ha avuto problemi. Intanto ieri una scossa del quinto grado della scala Mercalli è stata registrata alle 6.20 anche in Italia a Balvano (Potenza), la più colpita dal sisma del 1980. Avvertita a Potenza e nel Salernitano, non sono stati segnalati danni. E la terra ha tremato anche in Macedonia.
Messaggi di cordoglio sono stati inviati al re del Marocco dal presidente della Commissione Ue Romano Prodi, dal presidente Carlo Azeglio Ciampi e dal premier Silvio Berlusconi. Per il Marocco si tratta del sisma più devastante degli ultimi 40 anni. Nel 1994 nella stessa zona un terremoto provocò due morti mentre nel febbraio del 1960 una scossa di 6,7 gradi Richter distrusse la città di Agadir e le vittime furono circa 12.500. In passato altre aree del Maghreb sono state devastate: il 21 maggio 2003 una scossa colpi il nord dell'Algeria e i morti furono 2.300.

Monica Viviani