Nove mesi fa l'addio alla piccola Ilaria

Meningite di origine batterica, provocata da un meningococco. Questa la diagnosi dell'autopsia sul corpicino di un'altra giovanissima vittima di un encefalite, la piccola Ilaria Villani, la bimba di Viadana che nel giugno scorso era stata uccisa nel giro di ventiquattro ore dalla comparsa dei sintomi. ‘Meningite fulminante' si era detto.
La bambina era rientrata a casa da scuola un venerdi pomeriggio accusando febbre, mal di testa e nausea. «Influenza» pensavano i familiari. Ma nel corso della giornata le condizioni erano peggiorate tanto che in serata i genitori l'avevano portata all'ospedale Oglio Po. Piuttosto rapida la diagnosi, e quindi il trasferimento all'ospedale Maggiore di Parma. Inutile, purtroppo: poche ore dopo, la morte.
La piccola Ilaria frequentava le elementari di Viadana. L'autorità sanitaria del paese aveva disposto la chiusura della scuola e sottoposto a terapia a base di antibiotici i compagni e le insegnanti della bambina, e gli alunni di una seconda classe con cui venivano condivise alcune attività didattiche.
La profilassi con farmaci antibiotici si era resa necessaria e nel giro delle quarantotto ore successive all'allarme meningite aveva fatto rientrare l'ipotesi di contagio o di qualsiasi epidemia. La procedura di emergenza - che aveva visto coinvolti anche Comune e autorità pubbliche - era scattata con tempestività sull'onda di una diffusa paura in paese. Una paura comprensibile, suscitata dalla tragedia improvvisa che aveva colpito una famiglia come tante. Per cautela erano state chiuse le scuole, la piscina e sospese alcune attività aggregative.