Tfr: silenzio-assenso e scelta del fondo

ROMA.Rivoluzione delle liquidazioni dei lavoratori. Il Tfr, il trattamento di fine rapporto regolato dalla legge e con un rendimento minimo garantito, sta per essere cambiato radicalmente dalla riforma delle pensioni. Entro giugno sarà varata la nuova normativa, ha promesso ieri il ministro del Welfare, Roberto Maroni. Intanto è utile cercare di capire quali saranno le novità più rilevanti al proposito. La riforma prevede il trasferimento del Tfr ai fondi pensione. Nella versione iniziale della delega previdenziale del ministro Maroni era prevista l'obbligatorietà del passaggio della liquidazione ai fondi integrativi. Per evitare possibili accuse di incostituzionalità e superare soprattutto l'opposizione dei sindacati confederali, si è arrivati al compromesso del cosiddetto silenzio-assenso. Ecco come funzionerà, con in pratica tre possibilità.
Il silenzio-assenso.Con il sistema del silenzio-assenso viene stabilito che il Tfr passerà ai fondi pensione se non c'è una dichiarazione esplicita contraria del lavoratore. Questo è dunque il primo caso: il Tfr passa al fondo pensione della categoria di appartenenza del lavoratore.
Il rifiuto.Il secondo caso è il no del lavoratore. Chi non è convinto dei fondi pensione, non si fida o comunque preferisce tenersi il Tfr cosi com'è oggi, deve attivarsi per dire no (sarà precisata ovviamente la modalità).
La scelta del fondo.Il lavoratore è d'accordo nel trasferire il suo Tfr al fondo pensione, ma la sua categoria o la sua azienda non hanno un fondo pensione. Dove andrebbero i soldi in questo caso? Si prevede la possibilità per il lavoratore di indicare un fondo pensione aperto di suo gradimento. Saranno da precisare e da contrattare con i sindacati sia le modalità di questo passaggio di soldi, sia l'entità del contributo dell'azienda. La legge sui fondi pensione del 1993 stabilisce infatti che una parte dei contributi per formare le pensioni complementari spetta alle imprese. Con i fondi chiusi, questo contributo è automatico. Per capirci: i metalmeccanici hanno un loro fondo pensione chiuso che si chiama Cometa. Le pensioni complementari sono formate dai contributi dei lavoratori e da quello delle imprese metalmeccaniche.
Come ci si regolerà per la scelta dei fondi aperti ancora non è chiaro. Come non sono chiare le possibili norme per quella fascia a metà tra i liberi professionisti e i dipendenti e per la schiera fino a qualche tempo fa inquadrata come co.co.co., collaboratori coordinati e continuativi.
P.A.