Caccia al tesoro di Cragnotti


MILANO.Dopo Sergio Cragnotti, nel mirino della procura di Roma finiscono i banchieri che hanno avuto rapporti con Cirio. Con l'accusa di bancarotta preferenziale e truffa, sono stati iscritti nel registro degli indagati Rainer Masera e Luigi Maranzana (presidente e amministratore delegato di San Paolo - Imi), Giovanni Benvenuto e Giampiero Fiorani (stesse cariche alla Popolare di Lodi).
La Banca Popolare di Lodi e il Banco di Napoli (poi incorporato nel San Paolo) compaiono nell'ordinanza di custodia che ha portato in carcere Cragnotti, il figlio Andrea e il genero Filippo Fucile.
Il giudice Andrea Vardaro spiega che «tra il 2000 e il 2002, quando il gruppo Cirio si trovava già in stato di insolvenza, venivano eseguiti pagamenti preferenziali per importi ingenti - pari ad almeno 595 milioni di euro - in favore degli istituti di credito Banca di Roma, Banca Popolare di Lodi, Mediocredito Centrale, Banca nazionale del Lavoro, Ubs e Banco di Napoli, a parziale pagamento dei debiti accumulati dalla Cirio Finanziaria Spa e dalla Cirio Holding Spa a fronte degli ingenti finanziamenti ottenuti».
Vuol dire che Cirio, quando già era sull'orlo del baratro, ha ridato oltre mille miliardi di lire alle banche che l'avevano finanziata.
Dove ha preso Cragnotti quei soldi per pagare le banche? Naturalmente dall'emissione di obbligazioni (di qui l'accusa di truffa alle banche che le hanno collocate ai risparmiatori, forse sapendo in anticipo che Cragnotti non le avrebbe mai rimborsate).
Immediate le reazioni. Dice Masera: «Sono assolutamente sorpreso. Il riferimento all'operatività del Banco di Napoli suscita stupore dal momento che tale banca è stata acquisita dal San Paolo alla fine del 2000 e nella stessa non ho mai ricoperto cariche operative».
Gli stessi magistrati romani che indagano su Cirio saranno lunedi a Parma per interrogare Tanzi e Tonna. Si vuole far luce sull'acquisto, da parte di Parmalat, di Eurolat, che apparteneva al gruppo Cragnotti. Tonna sostiene che Eurolat fu acquistata e pagata più del necessario su insistenza di Cesare Geronzi, in quanto Capitalia era esposta con Cragnotti (in effetti i 334,8 milioni di euro pagati da Parmalat e incassati da Cragnotti sono andati a ridurre l'indebitamento che il patron di Cirio e Lazio aveva con Capitalia).
A Milano si indaga per scovare (all'estero) il presunto tesoro di Cragnotti. Ieri la Procura ha indagato due avvocati, Paolo Sciumè e Roberto Gerosa. Per gli inquirenti lo studio Sciumè ha fatto da advisor alla cordata di imprenditori capitanata da Carlo Ronchi (e di cui Cragnotti era socio occulto) che aveva tentato di acquisire la Cirio dopo la dichiarazione dello stato di insolvenza. Per l'accusa Cragnotti avrebbe tentato di partecipare all'affare utilizzando soldi che aveva precedentemente distratto dalla Cirio.

Gigi Furini