Sparisce il terzo mandato per i sindaci

ROMA. Le urne per il voto europeo e amministrativo saranno aperte dalle ore 15 alle ore 22 di sabato 12 giugno; quindi dalle ore 8 alle ore 22 di domenica 13 giugno: lo ha detto il ministro Pisanu al termine del consiglio dei ministri. Per quanto riguarda l'introduzione dello spoglio elettronico in un certo numero di sezioni, il ministro Stanca ha spiegato che queste sperimentazione consentirà di «ottenere significativi benefici dovuti al fatto che a valle di tale operazioni ogni attività verrà effettuata per via elettronica e senza ulteriori interventi manuali di trascrizione e quadratura dei totali».
Rimane immutata la procedura per l'acquisizione finale dei voti, secondo il metodo tradizionale, ma un operatore procederà ugualmente all'acquisizione dei voti per via elettronica e saranno messi a disposizione dei componenti del seggio per consentirgli di verificarne l'esattezza.
Entro pochi minuti i dati saranno trasmessi per via telematica alle sedi istituzionali. Il provvedimento approvato dal Consiglio dei ministri prevede inoltre la costituzione di una Commissione di valutazione dei risultati di questa sperimentazione allo scopo di accertarne il grado di efficienza e le eventuali problematicità. Ma non tutti sono contenti di queste disposizioni. Anzi: è l'Udc, partito alleato del premier, a dare per primo fuoco alle polveri. «Berlusconi ha tradito le aspettative di migliaia di sindaci», ha tuonato Stefano Graziano, responsabile Enti locali del Biancofiore. Che è successo? E' successo che dall'agenda del Consiglio dei ministri è sparito, all'ultimo momento, il provvedimento che avrebbe dovuto rimuovere il limite dei due mandati per i sindaci dei Comuni fino a 3.000 abitanti.
Era stato lo stesso premier, due giorni fa, ad annunciare con qualche solennità un'intesa anche su questa materia al termine del vertice di maggioranza che aveva scritto la parola fine alla lunga verifica di governo. Il tema, secondo l'Udc, era tornato nel pre-Consiglio e, ancora in quella sede, tutto era filato liscio. Ma qualcosa, all'ultimo, si è messo storto. Secondo alcune voci, sembra che ieri sera il premier, durante una pausa del vertice di maggioranza, si sia concesso una rapida puntata a un incontro conviviale di parlamentari azzurri, in un albergo romano. A loro avrebbe chiesto un giudizio sul provvedimento a favore dei sindaci, ricevendone per risposta solo dissensi più o meno espliciti.
Ma l'Udc ha deciso di aprire un piccolo fronte politico su una vicenda nata come minore. Graziano ha preannunciato la presentazione di un emendamento in Commissione Affari costituzionali se e quando la materia verrà in discussione.
Cambia la musica tra le fila dell'opposizione. Qui i Ds hanno annunciato di essere disponibili ad un accordo sul terzo mandato dei sindaci, difendono la loro proposta per i comuni fino a 5 mila abitanti, ma sono aperti anche - ha detto Antonello Cabras, rivolto evidentemente all'Udc - ad una mediazione con quanti propongono di arrivare a 3 mila abitanti. «Non ho mai creduto - ha spiegato - che oggi il provvedimento sarebbe passato; d'altronde Berlusconi ha solo detto che sull'argomento era stato trovato un accordo. Ma l'iter del provvedimento è in Commissione al Senato. Per quel che ci riguarda, anche accogliendo le istanze delle associazioni dei Comuni, abbiamo sempre dato disponibilità, seppure non molto calda, per un testo che riguardi i Comuni fino a 5 mila abitanti. Perciò se la maggioranza andrà avanti avrà la nostra disponibilità».