«Spieghi Berlusconi come ha fatto i soldi»


ROMA. «Con la demagogia non si costruisce niente di buono». Anche Pier Ferdinando Casini boccia senza appello l'uscita di Berlusconi contro i politici che «rubano». E lo fa in modo formale, chiudendo il dibattito aperto ieri a Montecitorio sulle clamorose dichiarazioni del premier.
Una discussione in cui, per la prima volta, neanche un parlamentare della Casa delle libertà ha difeso Berlusconi, mentre le opposizioni, ma anche l'Udc, lo hanno duramente contestato.
Meglio operare «seriamente nelle istituzioni - ha quindi concluso Casini - rigettando i veleni nel bagagliaio del passato».
Qualcuno ha fatto di più. Come Rosy Bindi che ha querelato il Cavaliere perché si è sentita diffamata dalle sue parole.
«Ho una casa in montagna», ha spiegato nel suo intervento, e non accetto che qualcuno possa fare illazioni. Altri due parlamentari della Margherita, il senatore Alessandro Battisti e il deputato Roberto Giachetti, hanno presentato un esposto alla Procura di Roma chiedendo che il premier venga immediatamente ascoltato per sapere in virtù di quali informazioni abbia mosso «le gravissime accuse formulate». Ma anche perché «in qualità di imputato per reati spesso contestati in concorso con parlamentari, politici e uomini di governo», faccia nomi e cognomi.
Diverse le interpretazioni formulate dall'opposizione sul comportamento di Berlusconi.
La più diffusa, sostiene che il leader del centrodestra cerchi ormai di creare ogni giorno una nuova polemica pur di spostare l'attenzione dalle difficoltà del governo. «La realtà - sostiene Fassino - è che Berlusconi è ormai un uomo disperato che, come le tigri ferite, dà zampate all'impazzata. Se è un uomo d'onore faccia nomi e cognomi». Poi sfida il Cavaliere sul piano personale: «Io sono proprietario di un appartamento a Roma, pagato con un mutuo, e sono proprietario di una seconda casa in Toscana, che pago, anche quella, con un mutuo».
Invece di fare esternazioni «cosi volgari», chiede poi a Berlusconi, «dovrebbe spiegare agli italiani come lui ha fatto i soldi». Francesco Rutelli avverte che il vero scandalo in Italia è che «il capo del governo continui ad arricchirsi con le leggi fatte da lui stesso».
Berlusconi, parlando con i deputati di Forza Italia e con i suoi collaboratori, ha confermato «una per una» le parole dette ad Atene, chiarendo però, a scansi di equivoci con Casini, Follini, Fini e Bossi, che si riferiva solo ai politici all'opposizione. E poi, si è lamentato, «loro mi insultano tutti i giorni e io non posso fare una battuta?».
Giovedi sera ha anche telefonato a Follini, per lamentarsi delle critiche del segretario dell'Udc e per assicurarlo che non ce l'aveva con lui. Non ha sortito un grande effetto, dato che ieri mattina Follini ha preso la parola alla Camera per protestare in modo vibrante contro le parole di Berlusconi.
«Se si dice che la politica è disonestà dico no e lo dico con tutta la forza che ho», ha sostenuto.
«Ho visto dirigenti politici come De Gasperi vivere in povertà - ha poi aggiunto - e dirigenti politici come Moro morire per le loro idee...sono cresciuto a pane e politica e considero tempo guadagnato quello trascorso in giro per il Paese ad ascoltare i cittadini».

Andrea Palombi