Iraq, Rumsfeld difende l'intervento militare

WASHINGTON.Mentre negli Usa il presidente Bush è sotto tiro per la questione delle armi di distruzione di massa di Saddam, mai trovate, ieri a Monaco di Baviera il ministro della difesa statunitense, Donald Rumsfeld ha difeso l'intervento in Iraq e in Afghanistan. Parlando alla conferenza della sicurezza di Monaco, Rumsfeld ha detto che dopo l'intervento militare «oggi il mondo è più sicuro perché la coalizione ha liberato 50 milioni di persone, 25 in Afghanistan e 25 in Iraq». Ma Rumsfeld ha anche affrontato la questione delle armi di sterminio: «Saddam non tirava palle di neve». Di contro, il ministro degli esteri tedesco, Fischer, ribadendo la sua contrarietà alla guerra in Iraq, ha specificato che la Germania non si opporrà ad un ruolo di stabilizzazione della Nato in Iraq, precisando però che non invierà truppe.
Intanto in Gran Bretagna, dove il ministro della difesa Geoff Hoon ha detto che la guerra in Iraq era giusta «perché Saddam gasava la sua gente», la maggioranza degli inglesi pensa che il premier Tony Blair dovrebbe dimettersi. Questo perché, nonostante il verdetto favorevole al premier nella controversia con la Bbc, il 54% degli inglesi ritiene che Blair abbia mentito sulle armi di Saddam, e il 51% pensa che quindi dovrebbe lasciare la carica.