Giorni difficili per i bond, tremano i risparmiatori

MILANO.Il mercato delle obbligazioni societarie vive giorni terribili. Le obbligazioni (o bond, in inglese) erano diventate l'oggetto del desiderio a partire dal terribile crollo delle Borse. Allora milioni di risparmiatori, abbandonato il mercato azionario, si erano buttati sui bond. Molti, moltissimi, hanno scelto i titoli emessi dagli Stati (i Bot-people sono un vero esercito in Italia) ma tanti, attirati da rendimenti più alti, hanno scelto le obbligazioni societarie (i corporate bond). Soltanto nel nostro Paese, in questo 2004, vanno in scadenza bond emessi da imprese per un totale di 21 miliardi di euro (40 mila miliardi di lire). Si tratta di una cifra abbastanza alta, ma molte società hanno preferito finanziarsi in questo modo piuttosto che ricorrere al credito bancario.
Hanno emesso obbligazioni, con cedole annuali senz'altro appetibili per gli investitori. Adesso, però, questo mercato è in crisi. I casi Cirio e Parmalat (le due società hanno emesso titoli per oltre 8 miliardi di euro) hanno fatto suonare un campanello d'allarme. La domanda, sulla bocca di tutti, è questa: riusciranno le società a rimborsare i titoli? Cosi si è registrato un fuggi fuggi generale e i prezzi delle obbligazioni sono scesi rispetto al valore facciale fatto pari a 100. Questa 'paura" dei risparmiatori mette in difficoltà anche le imprese che, molte volte, emettevano nuovi bond per rimborsare quelli in scadenza (un modo normalissimo per rifinanziarsi). Ora, però, l'emissione di nuovi bond è difficile, perchè i titoli rischiano di non essere acquistati. E dunque le società alle prese con il rimborso devono trovare liquidità da un'altra parte.
I casi sul tappeto sono tanti e diversi. Preso il prezzo del bond come indicatore della solidità dell'impresa (più è basso più è a rischio) ecco che sul mercato si possono trovare bond a 80 euro, contro un valore facciale del titolo di 100 euro. E' il caso di Italtractor che aveva un bond in scadenza il 22 gennaio e non l'ha rimborsato. La società sta aspettando il via libera della Consob per sostituire il titolo scaduto con altri bond, con scadenza più lunga e cedole più alte. La società Gianni Versace ha un bond in scandenza l'8 luglio per 100 milioni di euro, ma la cifra è pari a tre volte il margine operativo lordo della stessa società. Dove trovare i soldi? Si parla della cessione di un palazzo che la Gianni Versace possiede in via del Gesù a Milano.
Un bond da 100 milioni scade a luglio anche per Giochi Preziosi, la società che produce giocattoli. «Ci sono banche disposte ad aiutarci e non escludiamo un aumento di capitale», dice Preziosi. I 21 milioni di euro da restituire ai risparmiatori (nel 2004) non sono, comunque, l'unico debito delle imprese. Ben 33 società italiane, infatti, hanno emesso bond anche in Lussemburgo. Sono fuori dalla nostra giurisdizione, dicono Consob e Bankitalia, ma sono sempre debiti da pagare. (g.f.)