Poliziotta ferma un uomo per eccesso di velocità e viene aggredita: i passanti la aiutano ad arrestarlo

video La polizia di Willoughby, nell'Ohio, ha diffuso il filmato di un'agente che riceve l'aiuto degli automobilisti di passaggio mentre viene aggredita da un uomo che ha fermato per eccesso di velocità lo scorso 10 settembre. Secondo il rapporto sull'incidente, l'agente di polizia di Willoughby Stacee Wright aveva fermato l'uomo, identificato come David Koubeck, alla guida di una Chevrolet che viaggiava a 57 miglia orarie in una zona con il limite di 35. Il filmato mostra Wright che si confronta con il conducente attraverso il finestrino prima che esca dall'auto. L'automobilista spinge e aggredisce fisicamente l'agente colpendola anche in faccia. Un uomo che attraversava la strada ha aiutato la donna ed è riuscito insieme a lei a bloccare l'aggressore. Poco dopo altre persone di passaggio arrivano in soccorso della poliziotta. L'agente è stata trasportata in ospedale ed è stata dimessa con ferite minori. Oltre alla multa per eccesso di velocità, Koubeck è stato accusato di aggressione a un agente di polizia e resistenza all'arresto. È stato registrato presso il Dipartimento di Polizia di Willoughby e trasferito al carcere della Contea di Lake, ha dichiarato la polizia.Reuters

Scrolling infinito, la gabbia di noia e rabbia degli adolescenti. Lo psicologo: "Come uscirne"

video Pagine da scorrere all'infinito. Basta un movimento del pollice dal basso verso l'alto sullo smarthpone. Si chiama scrolling infinito e tiene inchiodati per ore ogni giorno su uno schermo. A rischio soprattutto gli adolescenti. Perché non riescono a staccarsi? Cosa c'entra questo automatismo con la noia e con la rabbia? Giuseppe Lavenia, psicologo psicoterapeuta e presidente dell'Associazione Nazionale Di.Te. spiega quali sono i meccanismi di innesco. E come disattivarli. Intervista di Cinzia LucchelliMontaggio di Santiago Martinez De Aguirre

Queste barriere giganti potrebbero essere la soluzione per eliminare l'isola di plastica del Pacifico

video Pulire l'intero oceano Pacifico da plastica e immondizia grazie a 10 barriere raccogli rifiuti giganti. È l'obiettivo ambizioso di The Ocean Cleanup, l'organizzazione no-profit olandese impegnata nella pulizia degli oceani dal 2013. The Ocean Cleanup ha sviluppato e testato vari prototipi fino a quello mostrato in questo video: barriere con reti a U lunghe 2500 metri, trainate da imbarcazioni, che grazie a un rete profonda 4 metri riescono a incanalare in una camera di raccolta i rifiuti di plastica, che vengono poi tirati su delle imbarcazioni di supporto e riportati a riva. Il sistema 003, più grande rispetto alla versione precedente, dovrebbe rendere le operazioni di pulizia più efficienti ed economiche. Secondo le ultime proiezioni del team basterebbero 10 di queste nuove barriere per raccogliere tutte le 100.000 tonnellate di plastica presenti nella Great Pacific Garbage Patch, l'isola di plastica che galleggia nell'oceano. A cura di Paola Rosa AdragnaOcean Cleanup

Queste barriere giganti potrebbero essere la soluzione per eliminare l'isola di plastica del Pacifico

video Pulire l'intero oceano Pacifico da plastica e immondizia grazie a 10 barriere raccogli rifiuti giganti. È l'obiettivo ambizioso di The Ocean Cleanup, l'organizzazione no-profit olandese impegnata nella pulizia degli oceani dal 2013. The Ocean Cleanup ha sviluppato e testato vari prototipi fino a quello mostrato in questo video: barriere con reti a U lunghe 2500 metri, trainate da imbarcazioni, che grazie a un rete profonda 4 metri riescono a incanalare in una camera di raccolta i rifiuti di plastica, che vengono poi tirati su delle imbarcazioni di supporto e riportati a riva. Il sistema 003, più grande rispetto alla versione precedente, dovrebbe rendere le operazioni di pulizia più efficienti ed economiche. Secondo le ultime proiezioni del team basterebbero 10 di queste nuove barriere per raccogliere tutte le 100.000 tonnellate di plastica presenti nella Great Pacific Garbage Patch, l'isola di plastica che galleggia nell'oceano. A cura di Paola Rosa AdragnaOcean Cleanup

Queste barriere giganti potrebbero essere la soluzione per eliminare l'isola di plastica del Pacifico

video Pulire l'intero oceano Pacifico da plastica e immondizia grazie a 10 barriere raccogli rifiuti giganti. È l'obiettivo ambizioso di The Ocean Cleanup, l'organizzazione no-profit olandese impegnata nella pulizia degli oceani dal 2013. The Ocean Cleanup ha sviluppato e testato vari prototipi fino a quello mostrato in questo video: barriere con reti a U lunghe 2500 metri, trainate da imbarcazioni, che grazie a un rete profonda 4 metri riescono a incanalare in una camera di raccolta i rifiuti di plastica, che vengono poi tirati su delle imbarcazioni di supporto e riportati a riva. Il sistema 003, più grande rispetto alla versione precedente, dovrebbe rendere le operazioni di pulizia più efficienti ed economiche. Secondo le ultime proiezioni del team basterebbero 10 di queste nuove barriere per raccogliere tutte le 100.000 tonnellate di plastica presenti nella Great Pacific Garbage Patch, l'isola di plastica che galleggia nell'oceano. A cura di Paola Rosa AdragnaOcean Cleanup

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"L'ospite", il corto dedicato a chi convive con la leucemia mieloide cronica

video Un'ombra, una minaccia oscura, sconosciuta, che insegue il protagonista. Poi un incontro inatteso, fortuito. E le paure che in parte si dileguano grazie alla conoscenza, lasciando spazio alla speranza. È questo il messaggio che oggi, in occasione della giornata mondiale della leucemia mieloide cronica, viene dedicato ai pazienti colpiti da questo tumore del sangue. Il messaggio è racchiuso in un cortometraggio, "L’ospite", realizzato dalla biofarmaceutica Incyte con il patrocinio dell'associazione AIL, e che sarà a breve disponibile per il pubblico. Nel teaser vediamo l’incontro tra Fabio e Vittoria. Fabio è un paziente costretto da tempo a convivere con la leucemia mieloide cronica, ma accompagnerà Vittoria in un percorso che l’aiuterà ad affrontare le sue paureCrediti: Incyte

Rifiuta di tatuare il collo a un 15enne: "La legge dice che posso farlo, ma io non voglio"

video "Signora, non è una questione di acconto. Suo figlio non ha ancora compiuto 16 anni quindi il tatuaggio sul collo non glielo posso fare". Cristiano Gulia, tatuatore di Sora (Frosinone), si è rifiutato di tatuare una rosa sul collo di un minorenne registrando l'episodio e poi pubblicandolo sul suo profilo social. Nel video Gulia parla con una donna (di cui si sente solo la voce) che si presenta come la madre del ragazzo . "Come mai è venuta lei qui e non suo figlio di persona?", chiede poi l'artista. "Perché mi ha chiesto di venire da parte sua", ha risposto la mamma dell?'adolescente. "Allora dica a suo figlio che i tatuaggi si fanno in due, può essere un buon inizio se viene anche lui la prossima volta a chiedere", risponde il tatuatore. "Lo scopo di quel video - ha spiegato Gulia successivamente - era spiegare che l'etica di un buon tatuatore prevede di non tatuare mani, faccia e collo a un minorenne. Se la legge mi consente di farlo, non significa che io debba farlo. Ho rifiutato il lavoro perché, al di là di quello che dice la legge italiana, un tatuatore che si rispetti davanti a un minorenne al suo primo tatuaggio, non pensa semplicemente al tutto e subito, ai soldi e ad assecondare qualsiasi sua voglia, ma lo prende per mano e lo accompagna nel mondo meraviglioso dell?'arte che un tatuatore vero rappresenta".Video TikTok - Cristiano Gulia