M5S, Renzi: "Discussione ridicola, è una guerra per le prossime poltrone. Sono finiti"

video "La discussione dei Cinque stelle è imbarazzante, ridicola. È una guerra per le poltrone, non cambierà nulla. Questo è l'epilogo del M5s. Parlarne oggi è tempo perso, sono finiti. Non mi aspetto nessuna sorpresa oggi in aula". Lo ha detto il leader di Iv, Matteo Renzi, a margine dell'assemblea di 'Elettricità Futura', alla vigilia delle comunicazioni del premier Mario Draghi in vista del Consiglio Europeo del 23 e 24 e della proposta di un nuovo invio di armi all'Ucraina che ha causato una crisi all'interno del Movimento Cinque Stelle. di Camilla Romana Bruno

Il momento dell'attacco russo alla città chiave

video Un filmato eccezionale permette di entrare nel cuore della battaglia per il Donbass. Il drone infatti ha ripreso il momento in cui l'avanguardia russa attacca la periferia nord di Toshkivka. E' una posizione cruciale, da cui può dipendere il destino di questa fase della guerra. Il video mostra i palazzi sovietici devastati dal fuoco dell'artiglieria: alcuni sono ridotti a scheletri, altri stanno bruciando. L'unica via d’ingresso al quartiere è stato sbarrata con il relitto di un blindato. In basso a destra, lungo la strada principale, si vedono i russi avanzare: c'è un carro armato T72, seguito a distanza di sicurezza dalla coda di cingolati che trasportano la fanteria. Ma i difensori li stanno aspettando: quando il primo mezzo di Mosca supera l'ostacolo, viene subito centrato da una cannonata. Gli invasori rispondono e si vede la scia luminosa di un missile che esplode contro la base di un condominio. Se le truppe di Mosca riuscissero ad occupare Toshkivka, l'intera linea di difesa ucraina entrerebbe in crisi. Siamo infatti sulla sponda occidentale del fiume Severskij Donec e le brigate di Kiev rischiano di venire chiuse in una sacca che comprenderebbe l'intera città di Lysyansk e le ultime difese di Severodonetsk. Migliaia di soldati potrebbe essere obbligati a rititarsi o combattere fino all'ultimo.A cura di Gianluca Di FeoVideo Twitter - TheDeadDistrict

Ecco il Sarmat, missile russo detto "Satan": colpisce con 15 cariche nucleari bersagli a 20 mila km

video Quando era stato testato la prima volta, ad aprile, Putin aveva commentato "Con questo missile ci penseranno due volte ad attaccarci". Ora l'annuncio: il super missile balistico intercontinentale Sarmat sarà operativo in Russia entro la fine dell'anno, ha detto lo stesso presidente russo Vladimir Putin incontrando al Cremlino i giovani diplomati dell'accademia militare. Il vettore, secondo il ministero della Difesa, è capace di "penetrare ogni sistema di difesa missilistica esistente o futura" Il Sarmat, detto anche con nome evocativo "Satan 2" è un missile balistico intercontinentale sviluppato a partire dal 2011 capace di portare fino a 15 testate nucleari con un raggio d'azione di circa 18.000 km.Segui gli aggiornamenti sull'UcrainaIscriviti alla NewsletterVideo Reuters

Ecco il Sarmat, missile russo detto "Satan": colpisce con 15 cariche nucleari bersagli a 20 mila km

video Quando era stato testato la prima volta, ad aprile, Putin aveva commentato "Con questo missile ci penseranno due volte ad attaccarci". Ora l'annuncio: il super missile balistico intercontinentale Sarmat sarà operativo in Russia entro la fine dell'anno, ha detto lo stesso presidente russo Vladimir Putin incontrando al Cremlino i giovani diplomati dell'accademia militare. Il vettore, secondo il ministero della Difesa, è capace di "penetrare ogni sistema di difesa missilistica esistente o futura" Il Sarmat, detto anche con nome evocativo "Satan 2" è un missile balistico intercontinentale sviluppato a partire dal 2011 capace di portare fino a 15 testate nucleari con un raggio d'azione di circa 18.000 km.Segui gli aggiornamenti sull'UcrainaIscriviti alla NewsletterVideo Reuters

Energia, Cingolani: "Non riapriremo le centrali a carbone chiuse, sfida principale il prezzo del gas"

video "In questo momento la sfida principale sono gli stoccaggi del gas, al momento siamo a circa il 54%. Quindi il gas c'è ma i prezzi aumentano, e questo non è sostenibile. La Commissione Europea sembra aver accolto molto bene la proposta dell'Italia di mettere un tetto al prezzo per megawattora", ha dichiarato all'assemblea pubblica di Elettricità futura, Roberto Cingolani, ministro per la Transizione ecologica. "Il gas e' cosi' costoso che gli operatori non riescono a metterci i soldi, quindi si ha bisogno di linee di credito", ha annunciato. E per quanto riguarda la ripartenza di centrali a carbone in altre parti d'Europa il ministro ha ribadito: "Non si riaprono centrali a carbone chiuse. Il fatto che si possa di usufruire di un po' di produzione a carbone in questo periodo degli stoccaggi, dove più si risparmia meglio è, non influisce sull'impatto ambientale, che sarà piccolissimo".di Camilla Romana Bruno