Roma-Lido, cavalcavia allagato: la gimcana dei viaggiatori dopo il temporale

video Si allaga il cavalcavia pedonale nei pressi della stazione Lido Nord e gli utenti si trovano costretti a saltare su una rastrelliera per biciclette per salire o scendere le scale e raggiungere così la superficie o l'ingresso della stazione ferroviaria Roma Lido. È successo oggi dopo la bomba d'acqua che ha colpito anche il litorale romano. Prima un piede, poi l'altro, una mano ferma sulla ringhiera, l'altra libera che cerca di mantenere l'equilibrio. Uomini, donne, giovani e anziani, con zaino in spalla o borsa al seguito, costretti a fare acrobazie, pur di arrivare a destinazione. Tutti in fila indiana, in attesa che il malcapitato compagno di disavventura superi la pozzanghera, facendo attenzione a non farsi male. Una scena da “giochi senza frontiere” o da “safari” scherza qualcuno. Ad immortalarla un utente, Claudio Raffi, all'uscita della stazione metro. Per lui scene del genere sono una consuetudine: “Ogni volta che piove, il cavalcavia si riempie d'acqua alla fine dei gradini – racconta Claudio – qualcuno, per non bagnarsi, si ingegna e mette un sostegno: una volta ho trovato una panca, un'altra invece alcuni mattoncini, un'altra ancora un asse di legno. Oggi è toccato alla rastrelliera per bici”. “È pericoloso – insiste Raffi - ho visto tanta gente scivolare, giovani cadere all'indietro e farsi male, anziani spaesati, in cerca di un appoggio, e persone più “spericolate” tentare di scavalcare la ringhiera”. (a cura di LAURA BARBUSCIA)

Helsinki, i cani annusano chi ha il coronavirus: "Precisi quasi al cento per cento"

video Da mercoledì 23 settembre l'Università di Helsinki ha dato il via ad un esperimento, che durerà quattro mesi, all'Aeroporto internazionale della capitale finlandese, dopo gli incoraggianti risultati in laboratorio. I cani, già usati per rilevare malattie come il cancro, attraverso il sudore dei viaggiatori rilevano la presenza del coronavirus, con un campione molecolare molto più piccolo rispetto ai test, come conferma anche uno studio francese. "Fanno la stessa cosa dei test PCR (Polymerase chain reaction) con una precisione quasi al cento per cento e con un'importante differenza - dice Anette Kare, della società che addestra i cani per conto dell'Università - i cani riescono a individuare la positività anche cinque giorni prima che si manifestino i sintomi". Esperimenti analoghi sono in corso anche in Australia, Francia, Germania e Gran Bretagna, mentre l'aeroporto di Dubai ha iniziato la sperimentazione nell'hub internazionale.A cura di Martina Coscetta  Video: Martina Coscetta