Migranti nel Mediterraneo, i salvataggi di Emergency e Open Arms verso Napoli e Porto Empedocle

Video La nave di soccorso Life Support di Emergency ha salvato 76 migranti stipati su una barca di legno sovraccarica nel Mediterraneo. "Erano partite dalle coste della Libia. - spiega l'Ong - Il salvataggio, avvenuto in acque internazionali nella zona SAR maltese, è stato coordinato dall'MRCC italiano (Maritime Rescue Coordination Centre). Le autorità ci hanno assegnato il porto di sbarco di Napoli. Tra i superstiti ci sono anche 7 donne e 24 minori, di cui 12 non accompagnati. La naufraga più piccola ha solo 7 mesi. È una bambina". Un'altra nave che trasportava 59 migranti soccorsi ha attraccato in Sicilia, a Porto Empedocle, dopo l'intervento di salvataggio da parte di Open Arms.

Il raid tra le raffiche degli incursori ucraini

Video Questo è il fronte meno raccontato del conflitto: gli scontri di truppe d'assalto sulle sponde del Dnipro, fiume che divide i due eserciti. Squadre di incursori lo attraversano per mettere a segno raid o - nel caso degli ucraini - costruire piccole teste di ponte che obblighino i russi a non abbassare la guardia. Nel filmato si vede la ritirata dei commandos di Kiev dopo un blitz sulla sponda nemica condotto poco prima dell'alba. I soldati corrono sui gommoni tra una pioggia di proiettili: quelli già a bordo urlano ai compagni di correre, permettendo così di individuare l'imbarcazione nell'oscurità. C'è una grande esplosione sulla costa: forse lo scoppio di una carica piazzata dai sabotatori, forse il fuoco dell'artiglieria. Sono momenti drammatici, in cui vita e morte si decidono in una manciata di secondi. Di Gianluca Di Feo

Funerali Michela Murgia, fuori dalla chiesa la piazza canta "Bella ciao"

Video Centinaia di persone accorse in piazza del Popolo per i funerali di Michela Murgia non sono riuscite a entrare nella chiesa degli Artisti e hanno seguito la cerimonia dall'esterno sugli schermi degli smartphone. A funzione in corso, la folla ha intonato "Bella ciao". Canto che ha poi accompagnato l'uscita del feretro, portato a spalla da Roberto Saviano e dai familiari della scrittrice.    

Funerali Michela Murgia, Roberto Saviano: "Ha subito dossieraggio da giornali infami"

Video "Michela era con me quando nessuno c'era, in ogni udienza, a difendermi. Sapeva che questi governi stanno andando verso un buio di scelte autoritarie, che andavano disinnescate democraticamente. Anche quando era nel pieno del dolore non ha mai smesso di essere felice, di difendere i diritti, di scegliere da che parte stare. È l'esempio che ci ha dato ed è quello che dobbiamo continuare a fare". Lo dice Roberto Saviano intervenendo in Chiesa a cerimonia conclusa, nello spazio per i ricordi alla fine dei funerali di Michela Murgia che si sono celebrati alla Chiesa degli Artisti di Roma. "Per Michela il senso di tutto era la condivisione, la scelta di non essere soli e non far stare soli. Ogni volta che ero in un momento difficile mi diceva 'vieni qui'" ha detto in chiesa Saviano. "Con lei ci siamo conosciuti e ci siamo uniti non per quello che abbiamo fatto, ma per quello che ci hanno fatto". L'essere "bersaglio a lungo degli odiatori mediatici", anche se "quelli che le hanno fatto veramente del male sono stati quelli che avevano un piede qui e lì, quelli non hanno preso posizione". Michela "ha sempre scelto di stare dalla parte dei diritti e sapeva che per questo avrebbe pagato un prezzo".

Funerali Michela Murgia, Roberto Saviano: "Ha subito dossieraggio da giornali infami"

Video "Michela era con me quando nessuno c'era, in ogni udienza, a difendermi. Sapeva che questi governi stanno andando verso un buio di scelte autoritarie, che andavano disinnescate democraticamente. Anche quando era nel pieno del dolore non ha mai smesso di essere felice, di difendere i diritti, di scegliere da che parte stare. È l'esempio che ci ha dato ed è quello che dobbiamo continuare a fare". Lo dice Roberto Saviano intervenendo in Chiesa a cerimonia conclusa, nello spazio per i ricordi alla fine dei funerali di Michela Murgia che si sono celebrati alla Chiesa degli Artisti di Roma. "Per Michela il senso di tutto era la condivisione, la scelta di non essere soli e non far stare soli. Ogni volta che ero in un momento difficile mi diceva 'vieni qui'" ha detto in chiesa Saviano. "Con lei ci siamo conosciuti e ci siamo uniti non per quello che abbiamo fatto, ma per quello che ci hanno fatto". L'essere "bersaglio a lungo degli odiatori mediatici", anche se "quelli che le hanno fatto veramente del male sono stati quelli che avevano un piede qui e lì, quelli non hanno preso posizione". Michela "ha sempre scelto di stare dalla parte dei diritti e sapeva che per questo avrebbe pagato un prezzo".