Beirut, ripresi dopo cinque giorni i bombardamenti israeliani sulla città

Video Israele ha confermato di aver effettuato un attacco aereo nel sobborgo di Dahiyeh, nel sud di Beirut, dopo diversi giorni senza attacchi contro la capitale libanese, in seguito alla richiesta del presidente degli Stati Uniti Joe Biden. In una dichiarazione, le Idf affermano che i caccia dell'aeronautica militare israeliana, guidati da agenti dei servizi segreti, hanno colpito un deposito sotterraneo di armi di Hezbollah a Dahiyeh.

Il gruppo d'attacco della Marina italiana in Pakistan per esercitazioni navali congiunte

Video Il gruppo d'attacco della marina italiana, composto dalla portaerei Cavour e dalla fregata Alpino, è arrivato questa mattina in Pakistan, a Karachi, per una serie di esercitazioni navali congiunte con la marina pakistana. Le attività di addestramento includeranno i più recenti caccia F-35 Lightning II. La Marina Militare sottolinea la "cooperazione nelle operazioni marittime" e  "il crescente impegno dell'Italia nell'indo-pacifico e la sua volontà di rafforzare le relazioni con il paese asiatico"

Roma, il rastrellamento nazista del 16 ottobre 1943 nel ricordo del "bambino del tram"

Video “Avevo 12 anni, eravamo 6 figli. Abitavo nel cuore del ghetto e ancora ci abito. Ho visto un soldato tedesco che portava mia madre e la portava sul camion”. Lo ha detto Emanuele Di Porto, conosciuto nel quartiere come ‘il bambino del tram’ e sopravvissuto al rastrellamento nazista, ricordando la sua storia personale a margine della commemorazione organizzata dalla Comunità di Sant’Egidio e dalla Comunità Ebraica di Roma per ricordare la deportazione degli ebrei della capitale, compiuta dai nazisti il 16 ottobre del 1943. “Io mi ero messo in testa di volerla salvare, ma lei mi supplicava di andarmene. Un altro soldato tedesco prese anche me e mi ha buttato sul camion. Mia madre sul camion mi rimproverava, però mi ha dato una spinta e m’ha fatto scendere dal camion”, racconta ancora Di Porto che spiega che “per farla contenta, me ne sono andato”: “Sono salito su un tram, la chiamavano la circolare. Appena sono entrato c’era il bigliettaio e gli ho detto ‘guarda che sono ebreo, mi stanno cercando i tedeschi’. Lui mi fa ‘mettiti a sedere vicino a me’. ‘Il bambino del tram’ allora è rimasto lì, fino alla fine del turno del bigliettaio, che nel frattempo l’aveva fatto mangiare e bere. Al cambio turno, l’uomo si raccomandò con chi lo avrebbe sostituito di tenere al sicuro il piccolo Emanuele, che così passo ben 2 notti e 2 giorni:“La terza mattina è salito un ebreo che conoscevo, che mi disse che mio padre credeva che mi avessero portato via con mia madre”. Per questo motivo “sono sceso dal tram e sono andato da mio padre, che si è messo a piangere quando m’ha visto, con i miei fratelli e le mie sorelle”. Dalla storia personale, alla grande storia contemporanea, Di Porto dice quindi la sua sulla situazione attuale in Medio Oriente:“Secondo me la vita è una battaglia. Io non ho fatto un dramma di quello che m’è successo quei tre giorni sul tram, io stavo sempre a pensare a mia madre, non ho visto niente. Poi di politica non mi sono mai interessato”, è il suo commento finale.