Elio e le Storie Tese per McDonald's, lo spot al centro delle polemiche

Video Il gruppo rock Elio e le Storie Tese ha realizzato una pubblicità per McDonald's che sta suscitando grandi polemiche sul profilo Instagram della band. C'è chi critica il gruppo perché fa troppe pubblicità, chi perché fa pubblicità a una catena statunitense di fast-food, chi accusa McDonald's di essere filo-israeliano. Ulteriori polemiche sono state create dalla risposta del tastierista Rocco Tanica a un utente che aveva chiesto "Esiste un brand al quale non vi vendete?". "Tua madre. Budget troppo basso", ha scritto Tanica su Instagram.

Redditi, Renzi a Conte: "Ti sfido a un confronto Tv o scapperai anche questa volta?"

Video "Giuseppe Conte è l'ipocrita dell'anno. Lo sfido a un confronto Tv (spoiler: scapperà anche stavolta)". Lo scrive su X il leader di Iv Matteo Renzi, che ha postato un video. Al centro, la disputa sulle dichiarazioni dei redditi dei due politi, Conte il parlamentare più povero e Renzi il senatore più ricco. "Conte è il politico più ipocrita di tutti. Siccome lui paga poche tasse prova a giustificarsi dicendo che è in aspettativa da professore e da avvocato. Ma se è un professore di diritto, se è un avvocato, sa bene che attaccarmi sui miei incarichi, io che le tasse le pago, non ha senso: è tutto regolare, è tutto pubblico – le parole del leader di Iv - Il problema di Conte è che con i soldi pubblici non ha un buon rapporto", aggiunge citando il Superbonus, il reddito di cittadinanza, i banchi a rotelle. "La verità è che Conte scappa dal confronto. Su questi temi io sono pronto a un confronto Tv anche domani mattina. Se vuole e parliamo anche delle potenze straniere. Per esempio del fatto che con una telefonata Conte ha chiamato Putin per far venire qui i soldati russi in piena pandemia. Caro Conte, hai voglia di confrontarti o scapperai anche stavolta?".

Camera, botta e risposta alla Camera. La dem Guerra chiama il forzista Mule "signora presidente". Lui: "Non può rivolgersi a me così"

Video Botta e risposta alla Camera tra la dem Cecilia Guerra e Giorgio Mulè di Forza Italia che presiedeva l'Aula durante l'intervento su un emendamento alla manovra, giovedì 28 dicembre. "Grazie, signora presidente", ha detto Cecilia Guerra, rivolgendosi al presidente di turno, che proprio non ha gradito l'appellativo. "Onorevole Guerra, avrei qualcosa da dire. Non può rivolgersi a me come signora, la mia identità quella è". Guerra ha spiegato che spesso molti politici si rivolgono a colleghe donna chiamandole al maschile: "In quest'aula, l'onorevole Marco Perissa ha parlato della segretaria del mio partito (Elly Schlein, ndr) chiamandola al maschile, segretario, ritenendo che questa era una scelta che a lui competeva – ha continuato Guerra - Se a lui compete rivolgersi a una donna con un appellativo maschile, a me è concesso rivolgermi a lei con un appellativo femminile. Se lei ci tiene al suo genere, io tengo al mio. Basta rivolgersi a noi donne con appellativi maschili".