Teheran e Ryad dietro le quinte?

A tirare fuori per prima il coinvolgimento iraniano nei drammatici avvenimenti in Iraq nei giorni socorsi è stata la stampa vicina all’Arabia saudita. Lunedi 5 aprile «al-Hayat» indicava nel responsabile della sede diplomatica iraniana a Baghdad, un certo Hussein Kazemi Qomi, l’uomo di T

Straw: mai una minaccia tanto grave

LONDRA. In Gran Bretagna si cominciano a usare sempre più spesso le parole «guerra civile» per indicare quello che accade in Iraq in questi giorni, una situazione che il ministro degli Esteri Jack Straw ha definito «la più grave» affrontata dalla fine della guerra. Anche la polemica mai

«Bush non sfidi la rivoluzione»

ROMA. Il leader radicale sciita Moqtada Sadr, considerato come l’ispiratore della rivolta degli ultimi giorni in molte città meridionali irachene, si è astenuto dal pronunciare il suo sermone del venerdi, ma non ha rinunciato a minacciare il «nemico Bush»: o ritira le truppe oppure dovrà

Mosca: stop alle azioni militari

MOSCA. Mentre Mosca chiede lo stop alle azioni militari, Israele al contrario teme il ritiro della coalizione dall’Iraq. Mosca: rischio catastrofe. La Russia ha chiesto ieri la «fine delle azioni militari» ed ha condizionato ad una fine della violenza un maggiore coinvolgimento dell’Onu