Cosa disegnano i detenuti in carcere: l'arteterapia raccolta in un volume

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Disegni che raccontano pezzi di vita personale di un detenuto. Arianne Fonda, triestina, psicologa, psicoterapeuta e arteterapeuta, ha potuto svolgere diversi laboratori sulla base dell’Arteterapia e della Gestalt dal 2009 al 2012 all’interno del reparto maschile della carcere del Coroneo. Da questo cammino tra le sbarre è nato il libro “Le chiavi della libertà - Arteterapia e Gestalt in carcere” (Aracneditrice) a cura della stessa Fonda, presentato al pubblico il 3 febbraio al Coroneo. "Tanti si raccontano con storie non inerenti al reato commesso, ma trasmettono la parte umana che spesso viene tralasciata".
L'arteterapia è uno strumento che supera le barriere linguistiche e culturali. E non solo. "Studi recenti hanno dimostrato che l’uso dell’arteterapia in galera comporta una diminuzione degli atti di autolesionismo e la percentuale dei suicidi diminuisce significativamente".

Meduri ha convinto la Triestina

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