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La più frequente delle definizioni utilizzate per sintetizzare profilo e ruolo di Eugenio Scalfari nell'Italia dell'ultimo mezzo secolo è senz'altro quella di «capopartito senza partito». La definizione è indiscutibilmente vera nella sua prima parte, e richiama la naturale capacità di leadership del

Bagliani impresentabile: espulso dalla lista

verona«Il suo casellario giudiziario non riporta alcuna pendenza. Inoltre, a tutti i nostri candidati abbiamo chiesto se avessero procedimenti pendenti e nulla ci è stato detto. A questo punto è venuto meno il rapporto di fiducia, e per me Luca Bagliani non fa più parte dalla mia coalizione. Sulla t

Ecco perché Mattarella non vuole il bis

Sergio Mattarella lo ha detto e ridetto: di un bis non vuole proprio saperne. Soprattutto se glielo chiedono con la sguaiatezza delle ultime settimane. Ogni tanto infatti qualcuno la fa troppo facile e lo tira per la giacchetta, e lui fa sapere che cerca casa, o manda espliciti segnali di dissenso,

No Green Pass, insulti a Draghi dall'alto dirigente del ministero di Grazia e Giustizia: "Vile affarista a capo di un governo di delinquenti"

video "Tante persone prima o poi si accorgeranno del gioco che stanno facendo sulla loro pelle e manderanno a quel paese questo governo di delinquenti, come giustamente lo chiama il senatore Paragone, capeggiato dal vile affarista Mario Draghi come lo chiamava il presidente emerito Francesco Cossiga". Si sentono queste parole in un video pubblicato sulla propria pagina Facebook da Antonio Pappalardo, alto funzionario del ministero di Grazia e Giustizia, capocentro per la giustizia minorile di Piemonte, Valle d'Aosta, Liguria e provincia di Massa Carrara. Pappalardo, che parla anche di "Italia dell'apartheid", è un sostenitore del no al Green Pass e alle ultime elezioni amministrative nel capoluogo piemontese si è candidato al Consiglio comunale per Italexit. Il video è uno di quelli che ha girato il 22 ottobre durante un viaggio in auto da Torino a Catania. Sono numerosi i post che Pappalardo pubblica sull'argomento. In uno comparso oggi invita Draghi e i ministri Speranza a Lamorgese alle dimissioni. In un altro commenta con "bugiardi e criminali" alcuni dati sull'andamento dell'epidemia di CovidLEGGI/IL PERSONAGGIO Torino, il capo delle carceri minorili del Nordovest candidato No Green Pass: "Protesto in piazza, ne ho diritto"video Facebook/Antonio Pappalardo

Anni di piombo, Mattarella invoca la verità

Grazia Longo / RomaPrima, l'omaggio ad Aldo Moro in via Caetani, dove 43 anni fa fu rinvenuto il suo corpo, il 9 maggio 1978. Poi, la presenza in Senato per la giornata in memoria delle vittime di terrorismo e delle stragi che quest'anno ha coinciso con la beatificazione del «giudice ragazzino», Ros

Villa Beretta, la clinica che ospita Zanardi. Il primario: "Per pazienti come lui la terapia può durare mesi"

video Il Presidio dell’Ospedale Valduce "Villa Beretta" di Costa Masnaga, è una struttura diventata famosa per gli ospiti "illustri" che ha ospitato negli anni come il fondatore della Lega Nord Umberto Bossi e l’ex presidente della Repubblica Francesco Cossiga. "Villa Beretta è una struttura di riabilitazione ad alta intensità e complessità riabilitativa. Si occupa di disabilità maggiori, traumi del sistema muscolare e del sistema nervoso a livello cerebrale e midollare", spiega il dottor Franco Molteni, primario e capo del dipartimento di riabilitazione specialistica. "Abbiamo tecnologie all'avanguardia come esoscheletri indossabili per la rieducazione del cammino e degli arti superiori". Per quanto riguarda i pazienti come Alex Zanardi la terapia "può durare mesi – spiega il medico – Parliamo di una medicina riabilitativa che punta a mantenere le condizioni di stabilità clinica del paziente. Quando ci sono condizioni cosi complesse tutti gli organi vitali devono essere monitorati costantemente considerando che poi c’è anche il recupero motorio e cognitivo del paziente: un lavoro svolto da psicologi e logopedisti".di Daniele Alberti

Villa Beretta, la clinica che ospita Zanardi. Il primario: "Per pazienti come lui la terapia può durare mesi"

video Il Presidio dell’Ospedale Valduce "Villa Beretta" di Costa Masnaga, è una struttura diventata famosa per gli ospiti "illustri" che ha ospitato negli anni come il fondatore della Lega Nord Umberto Bossi e l’ex presidente della Repubblica Francesco Cossiga. "Villa Beretta è una struttura di riabilitazione ad alta intensità e complessità riabilitativa. Si occupa di disabilità maggiori, traumi del sistema muscolare e del sistema nervoso a livello cerebrale e midollare", spiega il dottor Franco Molteni, primario e capo del dipartimento di riabilitazione specialistica. "Abbiamo tecnologie all'avanguardia come esoscheletri indossabili per la rieducazione del cammino e degli arti superiori". Per quanto riguarda i pazienti come Alex Zanardi la terapia "può durare mesi – spiega il medico – Parliamo di una medicina riabilitativa che punta a mantenere le condizioni di stabilità clinica del paziente. Quando ci sono condizioni cosi complesse tutti gli organi vitali devono essere monitorati costantemente considerando che poi c’è anche il recupero motorio e cognitivo del paziente: un lavoro svolto da psicologi e logopedisti".di Daniele Alberti

Federico Fellini - Il genio in Mostra

video Federico Fellini e la mostra del cinema di Venezia. Un rapporto complesso raccontato dal doc “Federico Fellini - Il genio in Mostra” di Enrico Salvatori in onda lunedì 20 gennaio alle 21.10 su Rai Storia. Il maestro partecipa con il suo primo lungometraggio firmato da solo, "Lo sceicco bianco", alla Mostra Internazionale d'Arte Cinematografica di Venezia del 1952, XIII edizione. L'anno dopo, nel 1953, alla XIV Mostra, conquista uno dei 6 Leoni d'argento (quello d'oro non viene assegnato per volere della giuria) con "I Vitelloni". Alla XV Mostra, nel 1954, conquista un altro Leone d'argento per "La strada", che invece conquisterà l'Oscar come miglior film straniero nel '57. Il secondo Leone d'argento indispettisce il regista riminese e scatena una bagarre con la troupe che accompagna alla Mostra "Senso" di Luchino Visconti, che non riceve alcun premio. Federico Fellini non mette piede alla Mostra del Cinema per quindici anni: i suoi capolavori degli anni sessanta, "La dolce vita" e "Fellini 8 1/2" verranno premiati altrove, a Cannes, Los Angeles (agli Oscar) e addirittura a Mosca. Tornerà alla Mostra nel 1969, portando in anteprima il suo "Satyricon", invitato dal nuovo direttore Ernesto G. Laura. La Mostra, giunta alla XXVIII edizione, ha perso il carattere competitivo col Sessantotto e è ora "rassegna d'arte". L'anno dopo, nel 1970, porta alla XXIX edizione il suo primo film realizzato per la Televisione (quindi per la Rai), l'autobiografico "I clown", tramesso il giorno di Natale di quell'anno. Trascorrono altri 13 anni. La Mostra va in crisi, viene riformata, e rinasce. Nel 1983, su invito dell'amico Gianluigi Rondi, tornato alla Mostra da direttore, porta come film evento alla XL edizione il suo "E la nave va". Due anni dopo, il 6 settembre 1985, Gianluigi Rondi assegna il "Leone d'oro alla Carriera" a Federico Fellini, consegnato al regista dalle mani di Giulio Andreotti, alla presenza del presidente della Repubblica, appena eletto, Francesco Cossiga. L'ultima apparizione alla kermesse veneziana risale al 15 settembre 1990, quando è Federico Fellini a consegnare il "Leone d'oro alla Carriera" all'amico Marcello Mastroianni. Ufficio Stampa Rai

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l'intervistaFabio MartiniStavolta Vincenzo Scotti spiazza tutti: l'unico protagonista della Prima Repubblica che stia "dentro" l'attuale stagione politica - grazie a quella sua Link University, considerata limitrofa ai Cinquestelle - fa una previsione diversa da quelle rassicuranti tipiche della tra