Doppio disagio: il 25 ipotesi serrata al voto

ALPAGOAlle urne, il 25 settembre, ma per depositare una scheda bianca. Oppure non andarci affatto. È la forma di protesta che la comunità del Fadalto ha in animo di realizzare contro due forme di disagio: la chiusura della statale di Alemagna e l'impossibilità di vedere i canali Rai durante una parte della giornata. Intanto, però, i lavori in corso sulla frana sono tali da potersi concludere non a metà mese, ma tra martedì e mercoledì prossimi, a meno che non siano interrotti da nuove precipitazioni. E ieri l'Amministrazione provinciale ha scritto alla Società Autostrade e all'Anas per verificare la disponibilità di partecipare ad un tavolo per discutere di una soluzione definitiva della problematica, nonché del rimborso del pedaggio autostradale per chi è costretto ad usare l'A27. «Ci sono tutti i presupposti», anticipa il presidente Roberto Padrin, «per ritenere che le nostre proposte siano accolte in termini costruttivi».Ma, intanto, incombe la singolare protesta politica, quella della scheda bianca.«Non siamo nuovi a questo tipo di protesta», fa sapere Giovanni Balbinot, che abita a Fadalto Alto, «all'ultimo referendum ci siamo comportati allo stesso modo. Siamo pochi, un centinaio circa, ma un bel gruppo di noi è intenzionato a far sentire il proprio disappunto in modo così clamoroso. Se non addirittura disertando le urne».Balbinot spiega che per raggiungere Vittorio Veneto i residenti sono obbligati a servirsi dell'A27, spendendo due euro, quando l'Anas blocca il transito sull'Alemagna.«Per fare la spesa quotidiana andiamo fuori provincia, a Farra d'Alpago. Tanto vale chiedere l'annessione al vicino Comune bellunese».E poi il disservizio Rai.«I principali canali si vedono ad intermittenza, solo poche ore al giorno. E ormai da mesi», aggiunge Balbinot. Ieri, intanto, il sindaco di Vittorio Veneto ha compiuto una ricognizione sulla nuova frana.«Anzi, sono due», precisa, «entro la settimana sarà svuotato l'invaso pieno di materiale scivolato dalla montagna. Se non pioverà, entro il 6 o 7 settembre saranno conclusi anche i lavori di bonifica, quindi l'Alemagna potrà essere riaperta». Un piccolo scavatore-ragno si sta inerpicando lungo i canaloni per far scendere i massi pericolanti. I rocciatori alpinisti stanno, a loro volta, ripristinando le reti metalliche che raccolgono i sassi in caduta. Successivamente si procederà con la collocazione della rete dei sensori, anch'essa danneggiata dagli smottamenti. --francesco dal mas© RIPRODUZIONE RISERVATA