La tragedia di Mattmark e la sicurezza sul lavoro: memoria e nuovi impegni

SEDICOGrande commozione nella cerimonia per ricordare il 57esimo anniversario della tragedia di Mattmark, in cui persero la vtia 88 lavoratori (e tra questi 17 bellunesi) travolti dalla furia del ghiacciaio dell'Allalin, in Svizzera. La cerimonia si è svolta ieri mattina a Mas di Sedico ed è stata organizzata dalla famiglia Ex emigranti "Monte Pizzocco" assieme all'associazione Bellunesi nel mondo. Sono intervenuti i rappresentanti di numerose associazioni e amministrazioni comunali: la tragedia, infatti, ha mietuto vittime in numerosi territori del Bellunese. «Una tragedia nella tragedia», ha sintetizzato il presidente della famiglia ex emigranti Monte Pizzocco, Marco Perot, «88 operai erano lì per la vita e hanno perso la vita, morti sotto il ghiaccio ma vivi nella nostra memoria». A fare gli onori di casa, il sindaco di Sedico, Stefano Deon. «È giusto ricordare che delle persone hanno fatto tanti sacrifici per noi per farci stare meglio. Morire sul lavoro è una cosa assurda. Queste giornate offrono grandi spunti di riflessione», ha detto. Molto sentita la testimonianza di Gianni Da Deppo, sopravvissuto alla tragedia. «Dovevo fare il turno di notte. Di solito alle 5 e mezzo ero in cantiere. Per quindici minuti mi sono salvato», ha raccontato. «Ma la perdita dei miei compagni, non è possibile da dimenticare. Sono salito subito al cantiere e non riesco a descrivere quello che ho visto. Ho passato tutta la notte a cercare se c'era qualcuno da salvare», ha aggiunto. Il direttore di Migrantes di Belluno-Feltre, Francesco D'Alfonso, ha ricordato che «coloro che svolgono lavori umili, ma essenziali, di servizio alla comunità, svolgono un lavoro gradito a Dio». Tra i vari amministratori locali, presente anche il sindaco di Domegge di Cadore (comune che pagò un tributo molto alto con ben sei vittime), Achille Barnabò, che l'ha definita «una manifestazione utile anche per riaffermare l'importanza della sicurezza nei luoghi di lavoro. Le normative ci sono, l'importante è che vengano rispettate». --N. P.© RIPRODUZIONE RISERVATA